Rimborsi ai truffati, si cambia. E Bankitalia assolve Carige. Nuove norme per sanare i danni di Etruria & C. Per Palazzo Koch l’Istituto genovese è solvibile

di Caris Vanghetti
Economia

La Carige è un istituto solvibile, parola di Banca d’Italia. Sentita ieri in Parlamento nel corso dell’audizione sul decreto per il salvataggio dell’istituto genovese. Lo stesso testo in cui potrebbero essere inserite anche le modifiche sui risarcimenti per i risparmiatori “truffati” dalle banche (Etruria & C.). Il vicedirettore generale di Bankitalia, Fabio Panetta, ha spiegato come “Gli interventi pubblici di sostegno contemplati dal decreto sono destinati a una banca solvibile e che presenta valori e potenzialità da non disperdere”.

Poi ha proseguito sottolineando come non sia interesse di nessuno l’ingresso dello Stato nel capitale dell’Istituto, e come la ricapitalizzazione precauzionale sia solo l’extrema ratio, dal momento che “Un’operazione di aggregazione rappresenta la soluzione più adeguata ed efficace per preservare valori e sfruttare le potenzialità inespresse, salvaguardando nel contempo sia i depositanti sia le famiglie e le imprese finanziate” da Carige. Dello stesso avviso il premier, Giuseppe Conte, che detto “la soluzione primaria è privata: magari un aumento di capitale, l’opzione di una fusione”.

Intanto, secondo quanto risulta a La Notizia, ci sarebbero modifiche in vista per la norma che stabilisce il risarcimento per i cosiddetti “truffati” dalle banche, inserita a dicembre nella legge di bilancio 2019 e giudicata dal Ministero del Tesoro a rischio bocciatura da parte della Commissione Europea per contrasto con la disciplina degli aiuti di Stato. Benché il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, la scorsa settimana abbia detto che la Ue non ha formulato critiche e rilievi nemmeno a livello informale sulla norma contenuta in legge di bilancio a favore dei risparmiatori delle banche, sarebbe stato già stata individuata una nuova formulazione per dare ristoro ai risparmiatori danneggiati dai crac bancari.

Il veicolo normativo potrebbe già essere la legge di conversione del decreto Carige, dal momento che si tratta della stessa materia. Per ora i tecnici starebbero ragionando sulla rimozione del meccanismo che prevede il risarcimento automatico per tutti i danneggiati, sia obbligazionisti che azionisti, senza fare distinzioni neppure tra risparmiatori e altri piccoli investitori. Adesso spetta alla politica decidere se concedere i rimborsi, a prescindere dall’accertamento della responsabilità degli Istituti nel collocamento dei titoli spazzatura, solo ai solo piccoli risparmiatori in possesso di obbligazioni o anche a coloro che possedevano azioni. Mentre ci sarebbe già l’accordo sul fatto che gli investitori, non piccoli, titolari di azioni non saranno trattati come i risarmiatori.