Riprendono quota le leggi di iniziativa popolare. Dai vaccini all’eutanasia ecco cosa chiedono gli italiani al Parlamento

di Antonio Pitoni
Politica

Dall’obbligo vaccinale alla legittima difesa. Dall’eutanasia alla legalizzazione della cannabis. Tra le 21 proposte di legge d’iniziativa popolare presentate tra Camera e Senato nel corso della Legislatura, c’è davvero di tutto. Compreso un testo che chiede un referendum per adottare una nuova moneta in sostituzione dell’euro.

Di tutto di più – Per non parlare di quello che, invece, mira a fissare un tetto agli emolumenti dei top manager delle società di capitali sia a titolo di retribuzione che di bonus. Altre proposte virano sul sociale. Tra misure di sostegno della maternità e della paternità e altre che si chiedono di mettere fuori legge il gioco d’azzardo. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Dal fisco più equo ai rifiuti zero, dall’inclusione sociale e lavorativa degli extracomunitari alla separazione delle carriere dei magistrati. Proposte di legge su temi tanto diversi quanto disparati, ma con un comune denominatore: nessuno di questi testi vedrà, probabilmente, mai la luce. Molti resteranno addirittura chiusi in un cassetto. Anche se, la riforma costituzionale presentata ieri da Movimento Cinque Stelle e Lega potrebbe segnare una svolta. Perché, se la modifica dell’articolo 71 della Costituzione dovesse essere riscritto, introducendo nell’ordinamento italiano, lo strumento del referendum propositivo, per le leggi di iniziativa popolare potrebbe iniziare una nuova era. Ma cosa prevede nel dettaglio la proposta della maggioranza giallo-verde?

Potere ai cittadini – Quando una legge sostenuta da almeno 500mila firme di cittadini sbarca in Parlamento, le Camere sono obbligate a discuterla e ad approvarla nel termine perentorio di 18 mesi. Trascorsi inutilmente i quali, il testo proposto dal comitato promotore è sottoposto a referendum approvativo. Non si ricorre alla consultazione, invece, qualora il Parlamento dia il via libera alla proposta di iniziativa popolare senza modificarla. Ma che succede, invece, se le Camere dovessero approvare il testo emendandolo e, quindi, modificandolo rispetto alla versione originaria sottoscritta da almeno mezzo milione di italiani? In questo caso spetterà al comitato promotore valutare la portata delle modifiche, dichiarandosi soddisfatto (in questo caso il testo uscito dal Parlamento diventerà legge) oppure insoddisfatto e chiedere l’indizione di un referendum approvativo per sottoporre agli elettori entrambi i testi. Quello originario, proposto dallo stesso comitato, e la versione modificata approvata dalle Camere. Insomma, qualunque sia l’esito finale, una cosa e certa. Se passassero le riforme costituzionali proposte da 5 Stelle e Lega insabbiare una legge di iniziativa popolare non sarà più possibile.