Finita l’era degli intoccabili. Rivoluzione Grillo nella sanità. Nominati i membri del Consiglio superiore. Tra loro pure lo scienziato a favore di Stamina

di Monica Tagliapietra
Politica

Nessuno è inamovibile. Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare, diceva Winston Churchill. E quando si parla di cambiamento il Governo gialloverdi ci va giù pesante e non risparmia nessuno, neppure quel mondo accademico troppo spesso incollato alla poltrona. Così la ministra Giulia Grillo ieri ha nominato i 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità, l’organo tecnico-consultivo del ministero della Salute (quelli di diritto sono ministero, Agenzia del farmaco e Istituto superiore di sanità).

Consiglio azzerato proprio dalla Grillo lo scorso dicembre, non perché i trenta luminari revocati non meritassero quel ruolo. Anzi, molti di loro sono autentici geni della medicina, pionieri nei loro campi di ricerca, nomi internazionali, ma la ministra voleva proprio dare un segno di discontinuità. Perché chi entrava in questo prestigioso organismo, per quanto puramente consultivo, ci restava per decenni, come ormai spesso capita in un Paese immobile e piegato davanti alle baronie accademiche. Ed era al sistema non ai componenti del Consiglio che la Grillo voleva mettere la parola fine.

Il Governo, dunque, ha cambiato i metodi di quella sanità pubblica usata come miniera da sfruttare, ma nella scelta dei nuovi membri non si è voluto privare della qualità che qualunque politico sensato vorrebbe trovare nei suoi consulenti. Insomma, cambiare la sanità per curarla. Analogamente a quanto avvenuto per la nomina del direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, selezionato attraverso una apposita procedura internazionale, anche la scelta dei componenti del Css si è giocata sui titoli e sulle competenze.

Sono state, infatti, privilegiate personalità di chiara fama, inserite tra i Top Italian Scientists, la cui autorevolezza dipende dai contributi scientifici pubblicati, dal numero di citazioni e dell’impatto che questi lavori hanno avuto a livello mondiale. “Abbiamo scelto il top assoluto per esclusivi meriti scientifici e in trasparenza. Il merito dev’essere finalmente la bussola che orienta le nomine in questo Paese” ha affermato Grillo.

Sono stati riconfermati i professori Bruno Dallapiccola, ordinario dell’ospedale Bambino Gesù e Giovanni Scambia anche lui ordinario ma di ginecologia al Gemelli di Roma, Paolo Vineis, dell’Imperial College di Londra, considerato tra i nomi più papabili per la presidenza dell’Istituto superiore di sanità, Adriano Aguzzi, direttore dell’istituto di neuropatologia di Zurigo e Camillo Ricordi, lo scienziato che si occupa di trapianti cellulari a Miami e che si era offerto di sperimentare il metodo Stamina negli Usa, finendo al centro delle critiche del mondo scientifico.

Mentre escono dal Css il farmacologo Silvio Garattin e il professor Edoardo Boncinelli. Nella nuova squadra, però ci sono soltanto tre scienziate, contro le 14 che erano state nominate da Beatrice Lorenzin nel 2017. Ora si dovrà decidere il nuovo presidente che sarà, ha specificato la ministra: “un nome condiviso e di prestigio”.

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