Roma, la Raggi ostenta sicurezza sui salari accessori. Ma i sindacati ora sono sul piede di guerra: se non verranno sbloccati i soldi, sarà sciopero

dalla Redazione
Politica

I sindacati mettono con le spalle al muro Virginia Raggi. I sindacati sono sul piede di guerra perché ancora in attesa di ricevere i premi per la produttività del secondo semestre 2015 che erano stati congelati dal commissario Tronca in attesa di risolvere la vicenda dei rimborsi. Dopo l’incontro della sindaca di Roma al Campidoglio sui conti di Roma, i sindacati hanno dichiarato che “da domani si inizieranno a raccogliere le adesioni dei dipendenti capitolini al ricorso per il recupero del salario accessorio non erogato, con un’azione legale promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Roma e Lazio. Le quote di produttività riferite al 2015, sospese dal prefetto Tronca e che la Sindaca Raggi ad oggi non ha ancora sbloccato, erano previste dal già magro atto unilaterale dell’ex Sindaco Marino”.

Per evitare il maxi contenzioso, dicono ancora i sindacati, “ci aspettiamo un intervento immediato che porti allo sblocco delle somme inspiegabilmente non versate dall’amministrazione capitolina – proseguono i sindacati – I lavoratori del Comune vivono il paradosso di subire un contratto unilaterale che per giunta non viene rispettato, con un doppio taglio alle buste paga. Il tempo delle promesse è finito, le lavoratrici e i lavoratori aspettano risposte concrete dall’amministrazione e dal Governo, che continua a non investire sul lavoro pubblico, come dimostra l’ultima legge di stabilità”. “Senza atti concreti – concludono i segretari generali Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – insieme all’azione legale partirà la mobilitazione, senza escludere lo sciopero generale per difendere la dignità e il salario dei lavoratori”.

L’INCONTRO A PALAZZO CHIGI – Oggi primo faccio a faccia tra la sindaca di Roma e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Virginia Raggi è arrivata alle 11 a Palazzo Chigi accompagnata dall’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, dal ragioniere generale Stefano Fermante, dal delegato alle Politiche del personale Antonio De Santis e dal capo del dipartimento Personale Raffaele Marra. Alla riunione per il Governo hanno partecipato anche il segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti, il vice segretario generale Luigi Fiorentino ed alti dirigenti della presidenza del Consiglio e della ragioneria generale dello Stato.

“L’incontro è stato positivo – ha commentato Raggi – non sono state rilevate criticità sulla soluzione proposta dal Comune di Roma”. Il sindaco ha parlato di “clima di collaborazione”  e di “ricerca di una soluzione equilibrata”. Sul tavolo, infatti, c’era il “nodo” relativo al salario accessorio pagato in passato dal Comune di Roma ai propri dipendenti: circa 340 milioni erogati ai comunali dal 2008 al 2013 che sono stati però contestati dagli ispettori del Mef e che dovrebbero essere restituiti allo Stato. Ed è su questo che i sindacati sono sul piede di guerra.