Ruby ter, a giudizio la “nipote di Mubarak” e altre 22 persone, tra cui Carlo Rossella e la senatrice Rossi

dalla Redazione
Cronaca

Ruby Rubacuori ora rischia grosso. La ragazza marocchina spacciata invano come nipote di Mubarak ora finisce a processo. Arriva infatti il rinvio a giudizio per il terzo filone dell’inchiesta sulle cene eleganti: quello che riguardava le bugie dette da lei (“mai rapporti sessuali”) e da alcuni testimoni (“erano solo cene eleganti”) nel corso degli altri due processi, quello per Mora, Fede e Minetti e quello contro Berlusconi che è stato assolto dalla Cassazione. Il giudice per l’udienza preliminare di Milano, Laura Marchiondelli, ha rinviato a giudizio Karima El Mahroug a processo. E ha mandato alla sbarra altre 22 persone tra cui il giornalista Carlo Rossella, la senatrice Mariarosaria Rossi e tutto lo stuolo di ragazze ospiti delle feste. Il dibattimento si aprirà il prossimo 11 gennaio davanti alla X sezione penale del Tribunale. Gli imputati sono accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. La posizione di Silvio Berlusconi in questo procedimento è stata stralciata per motivi di salute.

L’ACCUSA – Ruby, secondo gli inquirenti, avrebbe intascato  circa 7 milioni di euro dall’ex Cavaliere in cambio del suo silenzio ai processi. Altri 3 milioni di euro, da quanto è emerso dalle indagini, dalle email, dalle intercettazioni, da messaggi e scambi su Whatsapp, sarebbero andati invece ad altre Olgettine, che avrebbero aggiustato i loro racconti sulle serate. Il gip aveva archiviato invece la posizione di altri 13 indagati tra cui gli avvocati di Berlusconi e parlamentari di Forza Italia Niccolo Ghedini e Piero Longo.

SOLDI, SOLDI, SOLDI – Stando sempre all’accusa, il pagamento più leggero elargito da Berlusconi era quello per Ioana Visan: solo 55 mila euro. Quello più pesante sarebbe finito nelle tasche di Alessandra Sorcinelli: 240 mila euro. Ma si parla anche della Fiat 500 regalata a Manuela Ferrera e perfino le spese sanitarie del San Raffaele, gentilmente omaggiate a Francesca Cipriani.