Russiagate, Trump finisce nel mirino del procuratore Mueller. Il tycoon ora è indagato per ostruzione alla giustizia

dalla Redazione
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L’ombra dell’impeachment ora diventa più grossa che mai. Donald Trump è infatti indagato per “ostruzione alla giustizia”. La notizia-bomba arriva nel pomeriggio (notte fonda in Italia), proprio nel giorno del compleanno del tycoon che ha fatto 71 anni. A lanciarla ancora una volta il Washington Post, il quotidiano della capitale di proprietà di Jeff Bezos (patron di Amazon). “Il procuratore speciale che sovrintende all’inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 interrogherà alti dirigenti dell’intelligence come parte di una più ampia indagine che ora include l’esame dell’ipotesi se il presidente abbia tentato di ostruire la giustizia”.

Dietro una frase costruita in modo inattaccabile (ad evitare possibili accuse di “fake news” e anche per evitare eventuali querele) il senso è chiaro. Si è concretizzato quello che in tanti, in realtà, già avevano ipotizzato:il procuratore speciale sul Russiagate (l’ex Direttore del Fbi Robert Mueller) sta indagando su Donald Trump per appurare se il presidente degli Stati Uniti è responsabile o meno di un reato (Obstruction of Justice) che nel codice americano (capitolo 18, sezione 1503) è considerato un crimine per cui è punibile anche il “Commander in Chief”.

Fino a ieri le varie indagini sul Russiagate (quattro commissioni di inchiesta del Congresso più quella del procuratore speciale Mueller) si erano concentrate sulla campagna presidenziale e il ruolo della Russia, con gli agenti del Fbi anche alla ricerca di prove su possibili crimini finanziari commessi da uomini della cerchia stretta di Trump. Ora la partita diventa più grande. E al tempo stesso più delicata. Per il futuro anche della stessa Casa Bianca.

 

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