Salvini blocca il Global Compact. A decidere sarà il Parlamento. Il Governo non firmerà il documento Onu sui migranti. M5S e Conte d’accordo: si pronuncino le Camere

di Alessandro Righi
Politica

Stavolta il nodo verte sulla politica estera. Con Matteo Salvini che blocca in Aula, alla Camera, il Global Migration Compact, il documento con cui le Nazioni Unite raccomandano una gestione collettiva dei fenomeni migratori. Il Governo non lo firmerà senza un previo pronunciamento del Parlamento, avverte il vicepremier. Annunciando, peraltro, che l’Italia non parteciperà alla conferenza internazionale di Marrakesh, in calendario per il 10 e 11 dicembre, proprio sul tema dell’immigrazione. “Faremo come la Svizzera, che ha fatto una scelta di democrazia e cambiamento: ha detto fermi tutti – spiega il leader della Lega -. Il Governo italiano non andrà a Marrakech, non firmerà nulla. Il dibattito è così importante che non può essere solo una scelta del l’Esecutivo. Deve essere il Parlamento a discuterne”.

Una posizione che trova subito sponda nel Movimento 5 Stelle, d’accordo sulla necessità di “parlamentarizzare” il dibattito e di “rimettere le relative scelte all’esito di tale discussione”, fanno sapere i deputati e i senatori delle commissioni Esteri, capeggiati dal sottosegretario alla Farnesina, Manlio Di Stefano. Ma si intravede già un nuovo fronte che, dopo quelle sul decreto Sicurezza, sembra preludere a nuove fibrillazioni nel M5S. Non a caso, il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, non tarda a prendere le distanze dalla posizione espressa dai colleghi: “Il Global Compact? Va sottoscritto assolutamente”.

Ma non è tutto. Le parole di Salvini suonano come una brusca sterzata rispetto alla posizione sostenuta sul tema dal premier, Giuseppe Conte. Come ricorda, del resto, una una nota della Farnesina, nell’intervento a Montecitorio del 21 novembre scorso, con tanto di resoconto stenografico allegato, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, sosteneva che il documento “non sarà un atto giuridicamente vincolante” – tesi peraltro contestata tra gli altri dal suo stesso sottosegretario Guglielmo Picchi della Lega – e ricordava “che il presidente del Consiglio aveva espresso un orientamento favorevole”. Sia pur aggiungendo che “in ogni caso avremo un approfondimento in sede di Governo, prima di procedere alla conclusione eventuale dell’accordo stesso, tenendo conto, anche, degli stimoli parlamentari”.

Di certo, rispetto al passaggio alle Camere sul Global Compact richiesto da Salvini, non sembra avere alcuna obiezione neppure lo stesso Conte. Che a stretto giro dall’intervento del suo vice alla Camera, si affretta a chiarire che il documento “pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini”. Per questo, aggiunge il premier, “riteniamo opportuno parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera”. Concludendo, “a Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato”.

Ma cosa aveva detto Conte del Global Compact parlando, il 26 settembre scorso davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite? “Da anni l’Italia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio nel Mar Mediterraneo ed ha sottratto così alla morte decine di migliaia di persone, spesso da sola, come è stato più volte riconosciuto dalle stesse istituzioni europee allorché hanno affermato che l’Italia aveva ‘salvato l’onore dell’Europa’ – spiegò il premier a Palazzo di Vetro -. I fenomeni migratori con i quali ci misuriamo richiedono una risposta strutturata, multilivello e di breve, medio e lungo periodo da parte dell’intera Comunità internazionale. Su tali basi sosteniamo il Global Compact su migrazioni e rifugiati”. Lo stesso giorno, sempre a New York, anche Moavero era stato altrettanto chiaro: “L’Italia è soddisfatta dal processo negoziale in corso, la bozza finale rappresenta un compromesso molto buono”. Posizioni che ora il Cinque Stelle Brescia torna, criticamente, a cavalcare: “Abbiamo bisogno di una gestione globale dell’ immigrazione – scrive su Facebook -. L’Europa ha fallito e ha lasciato da soli i singoli Stati. Ora che facciamo? Rifiutiamo un tentativo più ambizioso?”. Nuove nubi si addensano all’orizzonte del Movimento.