La Santa Sede potrebbe aprire la tomba sospetta segnalata dalla famiglia Orlandi nel Cimitero Teutonico. Se ne sta occupando il promotore di giustizia del Tribunale vaticano

dalla Redazione
Cronaca

“Ce ne stiamo occupando, troveremo il modo. Non posso dire di più”. E’ quanto ha detto il promotore di giustizia del Tribunale Vaticano, Gian Piero Milano, rispondendo a chi gli chiedeva se la Santa Sede prenderà in carico la richiesta avanzata dalla famiglia di Emanuela Orlandi di aprire una tomba nel Cimitero teutonico, che ha sede all’interno delle mura vaticane, per verificarne il contenuto. L’indicazione della tomba era arrivata all’avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia della 15enne scomparsa nel 1983, contenuta in una lettera recapitata la scorsa estate, con allegata la foto della lapide e l’invito, esplicito, a cercare “dove indica l’angelo”. Dalle indagini difensive è emerso che la tomba è stata aperta almeno una volta e che la datazione della statua è diversa da quella della lastra. Ma, soprattutto, è stato “verificato che alcune persone erano state informate della possibilità che i resti di Emanuela Orlandi fossero stati nascosti nel cimitero teutonico”.

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