Primarie in vendita. Parla il leader dei giovani Pd Sarracino: “A Napoli tutto il partito è da bonificare”

di Stefano Iannaccone
L'intervista

di Stefano Iannaccone

L’irritazione per aver previsto tutto: “In alcuni quartieri serve legalità tutto l’anno, non il seggio delle primarie per un giorno”. Un attacco duro al Pd di Napoli: “Bisogna bonificarlo in alcune zone”. E una bocciatura dei consiglieri comunali uscenti: “Non rappresentano nulla”. Marco Sarracino, 27 anni, è soddisfatto per il 10% ottenuto alle primarie. Ma il buon esito elettorale non lo rende più tenero verso il “suo” Partito democratico.
Dopo il video circolato, le primarie di Napoli sono illegittime?
È avvenuto quello che avevo denunciato, presentando un ricorso in merito. C’è stata la proliferazione di seggi in alcune zone della città, che non dovrebbero avere il seggio per le primarie, ma un presidio di legalità. Avevo attenzionato il seggio a Piscinola e nel Monte Rosa. Abbiamo fatto il massimo. Ora chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Sta pensando a gesti di rottura forti?
Io mi attengo a quanto dice la commissione di garanzia. Non scappo con il pallone.
Certo che e sembra un film già visto con i brogli nel 2011…
Non credo sia il bis di cinque anni fa. Ma è certo che bisogna prendere le distanze da quanto accaduto. Ed è necessario bonificare il Pd in alcune zone di Napoli. Altrimenti si perde la credibilità agli occhi degli elettori, anche quelli non vittime di quanto ripreso dai video.
Si ritiene danneggiato?
Nei seggi dei video incriminati ho preso 6-7 voti, mentre gli altri oltre 300. Il dato fa capire come è andata la cosa.
Ora si pone un problema: gli esponenti del Pd che davano l’euro per far votare gli elettori sono candidabili?
Serve una discussione complessiva sulle candidature. Dalle municipalità al Comune. Credo che il gruppo in consiglio non sia stato rappresentativo di nulla. Dovremo chiedergli cosa hanno fatto in questi anni. È una battaglia che porterò avanti. Occorrono precisi requisiti per essere candidati con il Pd.
E se Antonio Borriello (il consigliere scoperto a dare l’euro ndr) si candidasse?
Ricordo che Borriello si candiderebbe per il quinto mandato. Bisogna fare la valutazione anche su questo aspetto.
Le primarie a Napoli sono state accolte con soddisfazione per l’affluenza. Ma non teme che il Pd possa perdere gli oltre 13mila voti di Bassolino?
Bassolino ha preso tanti voti personali: sono elettori che voterebbero lui e nessun altro. È difficile fare il trasferimento totale. Ma credo che lui debba fare la campagna elettorale. Io, come ho detto, metto il mio consenso a disposizione del Pd.
Le primarie confermano i problemi dei dem a Napoli, danneggiano anche l’immagine della città. Cosa serve per cambiare?
È necessario tornare a fare politica. In questi anni si è rotto il collegamento con il popolo del centrosinistra, che è molto più ampio dei 30mila andati a votare. È necessaria una proposta politica di rottura. L’obiettivo è battere de Magistris, che è stato il sindaco del lungomare facendo un Partito della Nazione tutto suo, visto che va da Rifondazione comunista fino agli ex missini che lo appoggiano nella municipalità di Scampia.
Parliamo infine della sua performance. Quale difficoltà ha incontrato in questa esperienza?
Il partito ha fatto poca campagna elettorale. Tra i candidati c’è stato un solo confronto, anche molto noioso. Poi ho avuto una stampa non proprio favorevole: la Ghisleri ha pubblicato un sondaggio in cui mi dava all’1,8%. Per fortuna che l’abbiamo smentita superando il 10%. Ma certe dinamiche di comunicazione hanno favorito la logica del voto utile. Ma nulla intacca la mia soddisfazione per aver ottenuto più di 3mila voti in condizioni complicate.

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