Sbatti il mostro in prima pagina. Parla il filosofo Becchi: “Attacco concentrico sul Governo. Così i poteri forti si oppongono al cambiamento”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Prima Confindustria, poi l’Europa, Mattarella, gran parte della stampa, infine il Vaticano con la copertina di Famiglia Cristiana. Al centro il governo gialloverde. A sentire il professor Paolo Becchi, a lungo considerato l’ideologo del Movimento 5 stelle, non può che venire in mente Sbatti il mostro in prima pagina, capolavoro di Marco Bellocchio, interpretato magistralmente da Gian Maria Volontè. “Quello a cui stiamo assistendo – spiega il professore e filosofo – è un vero e proprio attacco concentrico”.

Perché questo governo dà così fastidio?
L’establishment non riesce a metabolizzare il risultato delle elezioni politiche e soprattutto quello che è successo dopo: si è creato un governo che è molto diverso da tutti i governi precedenti. E il risultato è che qualsiasi cosa faccia, viene attaccato.

Soprattutto su determinati ambiti…
Esattamente. L’attacco è rivolto in particolare a una persona (Salvini, ndr). La copertina di Famiglia Cristiana è un esempio, ma è solo l’ultima goccia.

Perché secondo lei proprio Salvini?
Conte resta molto sullo sfondo, anche se poi interviene quando è necessario. E allora è molto più facile criticare Salvini viste le posizioni che ha assunto. Il punto di fondo è che c’era bisogno di trovare all’interno del governo una figura da demonizzare.

Ma perché andare fuori dal mero confronto politico?
Quando tu non riesci più a contrastare il tuo avversario, hai bisogno di criminalizzarlo. Ma come fai a criminalizzare uno che oggi è ministro e vicepresidente del Consiglio? Foucault (Michel, ndr) da questo punto di vista è illuminante: si ricorre alla figura del mostruoso.

Satana, appunto.
Esatto. Quello che si sta cercando di costruire intorno a Salvini è l’immagine di questo mostro che gode dei bambini che muoiono durante il tentativo di giungere nel nostro Paese attraverso navi e Ong, di quello che gode se si distruggono i Rom. Il tentativo è rappresentare questa figura come qualcosa di mostruoso che non può essere accettato come ministro. E in questo modo si delegittima l’intero governo.

Non le sembra, peraltro, che lo scontro è duro proprio su quei temi dove la sinistra ha fallito?
Esattamente. Tutto rientra in questo atteggiamento vagamente di sinistra che non vuole riconoscere quelli che sono i problemi reali e che quindi cerca di rimuoverli, dicendo che chi contrasta questa cose è un mostro, che magari non è nemmeno paragonabile a un essere umano.

Dovrebbe reagire secondo lei Salvini?
No. Anzi, deve stare attento: quando diversi organi d’informazione si concentrano su una figura per demonizzarla, si rischia facilmente di prestare il fianco. Salvini deve essere furbo a non farlo e credo che l’abbia compreso perché anche nella comunicazione è molto più pacato.

Qual è l’errore da evitare?
Basta una parola in più. Ricorda quando ha detto “È finita la pacchia”? Tutti hanno letto quest’espressione come “è finita la pacchia dei disgraziati che arrivano in Italia”, ma chiunque sa che era rivolto al business criminale che c’è dietro. Ecco, qui deve stare attento Salvini.

Crede che tali attacchi stiano scalfendo il governo o può essere controproducente?
Mi pare che l’opinione pubblica abbia reagito. I poteri forti stanno provando in tutti i modi a scalfire la credibilità di questo governo spostandola anche sul piano morale, ma Lega e M5s hanno capito la trappola e stanno agendo in modo intelligente.

Troppo presto per parlare della fine di un certo establishment?
È prematuro, direi. Ma le premesse sono buone.

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