Se non baci la pantofola di Renzi finisci sotto attacco. Dietro gli affondi di Anzaldi a Berlinguer e Vianello ci sono Rizzo Nervo e Riotta

di Marco Castoro
Tv e Media

Gli antenati del Pd hanno fatto l’impossibile per avere un canale e un tiggì Rai di riferimento. Battendosi a spada tratta per il pluralismo dell’informazione. Ora che il partito è di Governo la linea è opposta: l’obiettivo è affossare Raitre e il Tg3. E lo si sta facendo a colpi di ariete. Le spallate sono in larga parte firmate dal deputato Pd, Michele Anzaldi, membro della commissione parlamentare di Vigilanza. Politico, giornalista professionista, legato da sempre a Rutelli e Gentiloni, ma anche a Nino Rizzo Nervo e Gianni Riotta. Di recente è stato proprio lui ad azionare il detonatore che ha fatto esplodere la questione degli inviati del tiggì al seguito di Renzi. Ma l’obiettivo non era certo accusare il premier. Il bersaglio nel mirino era la riforma dell’informazione Rai, che nonostante sia stata già approvata in Vigilanza si è impantanata nei meandri di Viale Mazzini. La riforma delle due Newsroom, voluta dall’ex dg Gubitosi per risparmiare e scritta da Rizzo Nervo. Anzaldi non è nuovo nelle vesti di cannoniere. Di bordate ne sparò tante pure nei confronti di Gubitosi. Cannonate che d’incanto finirono quando Rizzo Nervo ottenne l’incarico alla scuola di Perugia, con la firma dell’allora dg Gubitosi.

LA RICOMPENSA
Una delle pagine più brutte scritte da Silvio Berlusconi rimane senza dubbio quella dell’editto bulgaro. Probabilmente se potesse tornare indietro perfino il Cavaliere la cancellerebbe. Nel mirino ci finirono Santoro, Luttazzi, Biagi. Il Pd renziano di oggi, muovendo pedoni e alfieri, sta costruendo qualcosa di simile nei confronti di Andrea Vianello e Bianca Berlinguer, rispettivamente direttori di Raitre e del Tg3. Entrambi non certo renziani della prima ora (ma neanche dell’ultima) e non sposi dell’area cattolica. Vianello è stato simpatizzante di D’Alema, poi si è avvicinato a Enrico Letta e alla fondazione Vedrò. La Berlinguer è una quercia. A sinistra è stimata sicuramente più del premier. Anzaldi ha da tempo dato il via ai bombardamenti contro i due. Non è da escludere che dietro a questi raid ci siano le poltrone. Che piacciono tanto a Rizzo Nervo, a Riotta e ad Anzaldi. Tutti e tre si aspettano una ricompensa da Renzi. Rizzo Nervo punta a diventare vicedirettore generale con la delega alla direzione editoriale dell’azienda di Viale Mazzini. Riotta alla direzione della Newsroom2, quella che accorpa Tg3, Rainews e Tgr. Mentre Anzaldi non ha ancora ricevuto il premio per aver finanziato la Fondazione Open che organizza la Leopolda. Come invece è accaduto per molti altri finanziatori. A partire dalla Boschi e da Lotti. Le cannonate servono a guadagnare punti e stima da parte del premier, soprattutto se indirizzate verso chi non bacia la pantofola della Leopolda. Anche il governatore De Luca ha premuto il grilletto contro Raitre e nessuno che conta all’interno del Pd ha sentito il dovere di intervenire per abbassare i toni.

LE NEWSROOM
Se Rizzo Nervo non dovesse ottenere la vicedirezione generale potrebbe consolarsi facendo il capo di una delle due Newsroom. L’altra se la dovrebbero giocare i due Mario, Orfeo e Calabresi. Ma tra i due litiganti potrebbe sempre godere il Riotta di scorta. Mentre per Raitre il favorito resta il veltroniano Andrea Salerno.