Seminare odio sulla rete diventa una professione. Basta un pessimo fotomontaggio per scatenare la follia sul web. Sul caso dei bambini morti nel naufragio di un gommone di migranti è stata costruita una palese bufala

di Mattia D'Angelo
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Quando la stupidità diventa virale c’è sempre (o quasi) di mezzo una Fake News. E a poco serve, a volte, che la realtà sia talmente evidente da non lasciare dubbi. Sul web, del resto, la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Eppure, il più delle volte, basterebbe fermarsi un minuto a riflettere per smascherarla. Come nel caso ecaltante delle foto circolate nel fine settimana sui Social con i corpi dei tre bimbi morti annegati nell’ennesimo naufragio di un gommone della speranza.

Su un profilo Facebook con circa mille seguaci si è messa in discussione l’autenticità degli scatti, verissimi, diffusi dall’agenzia France Presse. Arrivando a sostenere che, in realtà, si sarebbe trattato di un fotomontaggio. “Ecco svelata la falsa messa in scena delle Ong di Soros, una vergogna”, recitava il testo che accompagnava le fotografie. Dalle immagini postate si lasciava intendere che, in realtà, lo scatto fosse stato realizzato in uno studio fotografico e poi montato su altro sfondo, completando la drammatica scena in riva al mare al momento dell’arrivo dell’imbarcazione che ha recuperato i tre corpicini senza vita. In realtà, il vero fotomontaggio (vedi foto in alto qui a destra), peraltro di pessima qualità è proprio quello utilizzato per dimostrare la falsità di quello vero (lo scatto in basso a fianco). Sarebbe bastata una rapida ricerca sul web per scoprire che, della scena, c’erano anche altri scatti.  E capire che si trattava di una bufala.

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