Servizi d’ordine negli stadi. La Raggi porta il conto ai club. Il Comune spende tra 1,6 e 2 milioni all’anno. Ma presto Roma e Lazio dovranno contribuire

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Il grande calcio e le notti magiche, tanto in serie A quanto in Europa, con quel pallone che vola da una parte all’altra del campo prima di finire in rete e scatenare l’esultanza dei tifosi. Una festa che dovrebbe accadere in ogni match, importante o meno che sia, ma che troppo spesso deve fare i conti con l’inciviltà di quelli che si professano tifosi, pur comportandosi da teppisti, e che richiede uno sforzo economico da parte del Comune di turno. Il tutto con un esborso rilevante per le casse delle Amministrazioni e quindi per le tasche dei cittadini a cui è ora di dire basta perché è l’ora che tutte le parti in causa, club inclusi, facciano la propria parte.

E in quest’ottica va letto l’annuncio di ieri su Facebook da parte della sindaca grillina Virginia Raggi che ha preannunciato che presto verrà ultimata una delibera sulla quale, ormai da mesi, la propria giunta è al lavoro. Un atto con cui sostanzialmente verrà chiesto alle società di calcio, la Roma e la Lazio, di contribuire con una parte dei loro guadagni al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza durante gli eventi sportivi. Ed ecco che la soluzione individuata dalla prima cittadina della Capitale, seppur tra le resistenze delle società di calcio, sembra destinata a fare scuola.

PROGETTO AMBIZIOSO. L’idea vincente trovata a Palazzo Senatorio è quella di approvare un regolamento che “disciplini le prestazioni di servizi resi dal Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale in materia di sicurezza e polizia stradale necessari allo svolgimento di attività e iniziative di carattere privato”. Un testo ancora incompleto ma che, fanno sapere dal Campidoglio, tra i vari punti prevederà la quantificazione del costo del personale di Polizia locale. In altre parole i grandi club sportivi dovranno pagare le ore di lavoro ordinarie e straordinarie dei vigili.

Questo significa anche che non verrà prevista alcuna quota fissa perché il costo complessivo sarà determinato, di volta in volta, dal Comando di Polizia locale sulla base del numero di agenti impiegati e sul loro costo orario, quest’ultimo calcolato sulla base del contratto collettivo vigente. Individuata la cifra dovuta, questa dovrà essere versata dai grandi club entro e non oltre sette giorni prima dello svolgimento del match. Inutile specificare che nel testo sarà prevista anche l’eventualità che un dato evento possa saltare o venire rimandato, casi in cui l’Amministrazione restituirà l’importo versato trattenendo gli eventuali costi già sostenuti.

MUSI LUNGHI. Se l’idea della Raggi ha subito trovato una forte sponda nel governo gialloverde, in particolare nel sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, a storcere la bocca sono state le società sportive. Già ieri il presidente Claudio Lotito aveva risposto piccato che “occorrerà un confronto perché le società non devono diventare dei bancomat” perché già partecipano al pagamento degli steward.

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