Sette mesi di Governo da esportare in Europa. Il M5S lancia la sfida: parte la campagna “Se lo diciamo lo facciamo”

di Alessandro Righi
Politica

Lo slogan campeggia alle spalle del vicepremier, Luigi Di Maio: “Se lo dichiamo, lo facciamo”. Mentre uno dopo l’altro, come fosse l’inaugurazione di dieci opere d’arte, il capo polico dei Cinque Stelle scopre i cartelli che sintetizzano e celebrano le promesse mantenute nei primi sette mesi di Governo gialloverde.

Dal taglio dei vitalizi parlamentari ai risarcimenti ai risparmiatori truffati dalle banche, dal Daspo ai corrotti, alla scure sulle pensioni d’oro, dalla sforbiciata delle tasse al 15% per le partite Iva fino a 65mila euro al reddito di Reddito di cittadinanza, dallo smantellamento della legge Fornero con Quota 100 al pensionamento dell’Air Force Renzi, dal divieto alla pubblicità del gioco d’azzardo al pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione.

“Avevamo detto che le avremmo fatte e le abbiamo fatte mentre tutti dicevano che fossero irrealizzabili – ricorda Di Maio -. Ma siamo solo all’inizio e il percorso da fare è lungo”. E la lista delle cose da fare è ancora lunga. A cominciare dalla proposta di legge per il taglio degli stipendi dei parlamentari (“quelli degli altri, visto che noi M5S ce li tagliamo già”, tiene a precisare la vice presidente del Senato, Paola Taverna) che sarà depositata nei prossimi mesi. Per continuare sulla strada di un cambiamento che, con le prossime Europee, i Cinque Stelle puntano ad esportare dall’Italia fino a Bruxelles. La campagna elettorale del Movimento è appena cominciata.