Sigonella, gli Stati Uniti fanno come gli pare. Renzi autorizza il decollo di droni armati per attaccare la Libia. In silenzio

di Alessandro Righi
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di Alessandro Righi

Senza dare troppo nell’occhio, fin dal mese scorso, il governo italiano ha dato il permesso agli Stati Uniti di usare la base Nato di Sigonella per far decollare i suoi droni armati, che martellano obiettivi dell’Isis in Libia e in tutto il Nord Africa. Lo hanno confermato ufficialmente fonti della Difesa e sul punto è intervenuto anche il premier Matteo Renzi, per ridurre un po’ la portata del via libera. Fino allo scorso anno la presenza dei droni nella base siciliana era consentita soltanto per effettuare i classici voli non armati di ricognizione e sorveglianza. Ma ora gli accordi sono cambiati, proprio alla vigilia di una fase in cui alla stessa Italia è richiesto maggior impegno nella soluzione della crisi libica. Il Presidente del Consiglio, comunque, ha subito cercato di minimizzare ed è andato in radio a Rtl 102,5 a garantire che il via libera ai bombardamenti da Sigonella sarà concesso “caso per caso”.

“La priorità è la risposta diplomatica”, ha aggiunto Renzi, ma se abbiamo prove evidenti che si stanno preparando degli attentati, l’Italia fa la sua parte”. Non solo, ma quando “si tratta di fare iniziative contro terroristi e potenziali attentatori dell’Isis, c’è uno stretto rapporto tra noi e gli alleati, soprattutto gli americani, perchè siamo in piena sintonia con i nostri partner internazionali”. Una sottolineatura, quella della lotta al terrorismo e della prevenzione degli attentati, che serve a sgomberare il campo dalla parola “guerra”. Una parola che richiederebbe un passaggio parlamentare dagli esiti non scontati.