Sinistra in movimento. L’intervista/1 – D’Attorre (Mdp): “Accordo fra noi e il Pd impossibile. Neanche con l’ipotesi di un Gentiloni-bis”

di Giorgio Velardi
Politica
D'Attorre

“Non è una questione di tempo. È una questione di sostanza”. Alfredo D’Attore vede difficile, o forse sarebbe meglio dire impossibile, la prospettiva di un accordo fra Mdp e Pd in vista delle prossime elezioni. Anche perché, spiega a La Notizia il deputato di fede bersaniana, quella di Renzi è “un’apertura puramente verbale” che fra l’altro “è la rivendicazione orgogliosa di quanto è stato fatto dal Governo in tema di scuola, lavoro e quant’altro. Se il Pd intende presentarsi agli italiani con una linea in continuità con l’attuale gli facciamo i migliori auguri, ma lo diciamo chiaramente da subito: noi non saremo della partita”.

Però lo sa meglio di me: così il segretario del Pd vi accuserà di essere degli sfascisti.
Guardi, Renzi può dire quello che vuole. Lo scenario che si sta prefigurando è quello di un disastro elettorale, che facciano pure.

Ma non c’è proprio nulla che possa farvi cambiare idea?
Se il gruppo dirigente del Pd dovesse finalmente prestare ascolto ai messaggi che ripetutamente gli elettori hanno lanciato negli ultimi mesi e anni si potrebbe aprire una discussione. Sia sul piano programmatico sia su quello della guida della coalizione.

Il renziano Marcucci ha detto che la leadership dell’ex premier è intoccabile. L’ipotesi di un Gentiloni-bis potrebbe essere un punto di mediazione?
No. Gentiloni ha maggior senso della misura e garbo, ma è in continuità con la linea renziana. La posizione sui voucher e le fiducie sulla legge elettorale sono la dimostrazione plastica. Così come l’impianto della legge di bilancio. Spero che almeno vengano accolte le nostre proposte, in primis l’abolizione del superticket sanitario.

Un pronostico?
Le confesso che non sono particolarmente ottimista, anche se la speranza è l’ultima a morire.

Capitolo alleanze. Vi aspettate che Pisapia alla fine sposi il vostro progetto o andrete avanti anche senza di lui?
Credo che alla fine lui direttamente non si candiderà. Rilevo però che dentro Campo Progressista ci sono delle figure, come la presidente Boldrini, che chiedono discontinuità. Le porte sono aperte a tutti.

Twitter: @GiorgioVelardi