Sinistra in movimento. L’intervista/2 – Catania (Campo Progressista): “No all’Armata Brancaleone fra noi, Pd e pezzi di destra”

di Giorgio Velardi
Politica
Mario Catania

“Qualcosa di positivo c’è”. Ma non tutto. Perché “molte criticità sono rimaste tali” quando invece “ci aspettavamo discontinuità, a cominciare dal perimetro delle alleanze”. Sono tanti gli aspetti della direzione di ieri che a Campo Progressista di Giuliano Pisapia non sono piaciute, come rivela a La Notizia Mario Catania, ex ministro delle Politiche agricole del Governo Monti che ha sposato il progetto dell’ex sindaco di Milano.

Partiamo da quello che vi è piaciuto.
L’abbandono del concetto di autosufficienza che ha da sempre caratterizzato il renzismo. L’ex premier ha detto chiaramente che serve una coalizione ben più ampia del solo Pd per andare in modo costruttivo alle prossime elezioni. Ma nient’altro.

Un po’ poco, a dire il vero. E le criticità, invece?
Sotto il profilo della discontinuità che noi chiedevamo non ci sono elementi che ci confortano. Anzi, Renzi ha insistito molto nel rivendicare la positività di tutto quello che è stato fatto in questi anni dal suo Governo. Visto il momento non pretendiamo un’autocritica, ma l’apertura di una riflessione sugli errori commessi sì. A cominciare dalle norme sul mercato del lavoro.

Solo questo?
No. Non ci è piaciuta nemmeno l’apertura a tutte quelle forze che stanno a destra del Centrosinistra, che dovrebbero tornare a far parte di un’altra famiglia che non è la nostra.

Tradotto: no all’Armata Brancaleone.
No a tutti quelli che vengono dal perimetro berlusconiano e che in questi anni si sono scoperti stampella del renzismo. Le altre forze progressiste sono ben accette.

Ma ad oggi, al netto delle dichiarazioni di domenica, in primis quelle di Boldrini, CP dove ha intenzione di posizionarsi? Il tempo stringe.
Il nostro è un cantiere aperto. Pisapia è stato chiaro: da una parte attende delle risposte chiare dal Pd, dall’altra è contrario a una ‘ridotta di sinistra’ che condannerebbe l’area alla sconfitta non solo alle prossime elezioni ma per un periodo più lungo. Certo…

Certo?
Faccio fatica, per non dire che penso di escluderlo del tutto, a vedere Giuliano dentro a un “recintino” insieme a Fratoianni, Montanari e compagnia…

Twitter: @GiorgioVelardi