Siria, strage infinita di bambini. Solo lo scorso anno 652 le piccole vittime del conflitto. Senza contare i mutilati

dalla Redazione
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Uccisi, mutilati o reclutati. I sei anni di guerra in Siria fanno segnare violazioni contro l’infanzia in costante crescita. Nel 2016 è stato raggiunto un livello mai così alto prima d’ora, come emerge dal dossier presentato oggi dallUnicef dal titolo Hitting Rock Bottom” (Toccando il fondo). Si tratta di un’accurata indagine sulle conseguenze che il conflitto siriano sta avendo sui bambini.

L’escalation di violenze hanno portato nello scorso anno a 652 bimbi uccisi, con un eloquente +20% rispetto all’anno precedente. Ben 255 sono stati ammazzati all’interno o nelle vicinanze delle scuole. Altro capitolo dolente è relativo ai bambini reclutati e costretti a fare la guerra: sono stati oltre 850 nel corso del 2016, oltre il doppio rispetto all’anno precedente. E i più piccoli tra loro hanno soltanto sette anni. Minorenni che vengono gettati a combattere sulle linee del fronte e stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nei combattimenti, e in casi estremi sono utilizzati persino come esecutori di pene capitali, attentati suicidi o guardie carcerarie. Il dossier sottolinea che sono stati già documentati almeno 338 attacchi contro ospedali e personale medico.

“Il livello della sofferenza è senza precedenti: milioni di bambini in Siria vivono sotto attacco ogni giorno, e le loro vite sono state stravolte” sottolinea Geert Cappelaere, Direttore Unicef per Nord Africa e Medio Oriente, parlando da Homs (Siria). “Ogni bambino è segnato a vita, con devastanti conseguenze sulla salute, sul benessere e sul futuro”.

Sono 280 mila i bambini che vivono sotto assedio in Siria. Ben 2,8 milioni quelli che vivono in zone difficili da raggiungere e che quindi sono tagliati anche fuori dall’assistenza umanitaria. E che quindi rischiano di morire in silenzio senza poter usufruire anche delle cure sanitarie minime. A tirare le somme conclusive dal rapporto emerge che, dopo sei anni di guerra, sono 6 milioni i bambini siriani che dipendono per sopravvivere dall’assistenza umanitaria: un incremento di ben 12 volte rispetto al 2012. Milioni di bambini sono stati costretti a spostarsi dai luoghi in cui vivevano, alcuni persino 7 volte. Più di 2,3 milioni di bambini vivono come rifugiati tra Turchia, Libano, Giordania, Egitto e Iraq. Vite talmente a rischio che all’interno e all’esterno della Siria i meccanismi di sopravvivenza sono ormai al limite, e le famiglie attuano misure estreme come i matrimoni precoci o il lavoro minorile. Ecco perché l’Unicef ha lanciato l’ennesimo appello alla comunità internazionale affinché sia trovata un’immediata soluzione politica che ponga termine alla guerra in Siria; sia posto termine alle gravi violazioni dei diritti umani dei bambini – uccisioni, ferimenti, reclutamenti e attacchi contro scuole e ospedali; cessino tutti gli assedi e sia dato accesso incondizionato per gli operatori umanitari a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto, ovunque essi si trovino all’interno del territorio siriano; sia fornita assistenza alle popolazioni e ai governi dei paesi che ospitano rifugiati e che assistono minorenni vulnerabili, a prescindere dal loro status giuridico; siano finanziate con continuità le operazioni umanitarie dell’Unicef per i bambini della Siria.