Soldi, Rolex e diamanti per aggiustare le sentenze e controllare le indagini. Arrestati due magistrati che erano in servizio a Trani e un poliziotto

dalla Redazione
Cronaca

Due magistrati, in servizio a Trani all’epoca dei fatti e oggi a Roma, sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Lecce su presunti casi di corruzione avvenuti tra il 2014 e lo scorso anno. I due giudici, secondo l’accusa, avrebbero intascato tangenti per aggiustare indagini e processi.

Si tratta di Antonio Savasta (nella foto), ex sostituto procuratore in Puglia oggi giudice del Tribunale di Roma, e Michele Nardi, gip a Trani, poi distaccato presso l’ispettorato del ministero della Giustizia e ora in servizio presso la Procura della Capitale. Nell’ambito della stessa inchiesta è finito in carcere anche un ispettore di polizia in servizio al commissariato di Corato, Vincenzo Di Chiaro. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, falso ideologico e materiale.

Coinvolti, con l’ipotesi di concorso in corruzione, anche due avvocati pugliesi, Simona Cuomo e Ruggiero Sfrecola, e l’immobiliarista di Barletta, Luigi D’Agostino. Ai due avvocati è stata notificata l’interdizione dall’esercizio della professione per un anno. Insieme alle ordinanze di custodia cautelare sono stati eseguiti anche diversi decreti di sequestro nei confronti degli indagati che hanno riguardato denaro, conti correnti bancari, beni e oro e diamanti, trovati in particolare nella disponibilità di Nardi.

A Nardi sono stati sequestrati, in particolare, beni per 672mila euro tra cui un Rolex Daytona d’oro e diamanti. A Savasta sono stati sequestrati per quasi 490mila euro. Altri 436mila sono stati sequestrati rispettivamente al poliziotto Di Chiaro e all’avvocato Cuomo. All’imprenditore fiorentino e all’avvocato Sfrecola altri 53mila euro.