Soldi spesi per lavatrici e Tv. Il caso della Carta docenti. Abusi sul Bonus destinato alla formazione

di Mirella Molinaro
Scuola

Una perfetta lezione su quanto sia facile raggirare lo Stato. Niente di più facile se a farla sono gli insegnanti. La materia sotto esame è la Carta docenti, cioè il Bonus concesso per incentivare la formazione, ma poi nei fatti utilizzato spesso e volentieri per le più disparate esigenze personali: dalle lavatrici alle tv passando per elettrodomestici vari e regali ai figli. Un pessimo segnale per la fine che potrebbe toccare al Reddito di cittadinanza.

A denunciare gli abusi sulla carta dei docenti sono il Codacons e i sindacati dopo una pioggia di segnalazioni, anche da parte di colleghi degli insegnanti che hanno usato i soldi per fini completamente diversi da quelli previsti. “Purtroppo ci risultano casi di usi personali della Carta docenti – ha spiegato a La Notizia un sindacalista che ha chiesto di non essere citato, per non finire nel mirino dei colleghi – in particolare tra insegnanti di scuola elementare e media. Ma è difficile quantificare queste anomalie”.

Si ripropone, dunque, una questione che ha tenuto banco nei mesi scorsi tra chi voleva abolire questo regalo del Governo Renzi e chi, soprattutto insegnanti, ha difeso con le unghie e con i denti i cinquecento euro l’anno ricevuti. Soldi che in molti casi sono stati legittimamente spesi per acquistare computer o accedere a preziosi corsi d’informatica. Per questo, prima della pausa estiva si è discusso non poco sulle modalità di utilizzo della Carta docenti. E alla fine si è deciso di prorogarla fino al 31 dicembre prossimo.

Per intenderci: chi non ha speso tutta la cifra potrà farlo entro fine anno e poi si ripartirà da gennaio. Perché il Governo gialloverde, nonostante le storture emerse non intende abolire l’incentivo. Almeno per il momento. Anche al Miur infatti sono arrivate le denunce di questi abusi, ma numerosi esponenti del Governo contattati più volte su questa materia non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. A lamentarsi senza tentennamenti sono invece alcune associazioni dei precari, che nella rabbia contro la Riforma Renzi sfogano anche quella per questo Bonus che fino a poco tempo fa a loro era pure negato.

VECCHIA STORIA – Di tutta questa vicenda qualche tempo fa si erano occupate anche le telecamere di Striscia la Notizia, documentando i casi di insegnanti che utilizzavano i soldi per comprare di tutto. Ecco perché è arrivata poco dopo la piattaforma dedicata alla Carta del docente” attivata dal Miur online. Un meccanismo che avrebbe dovuto evitare ogni uso improprio, ma che invece pare non essere riuscito nell’impresa. A sentire le associazioni dei consumatori ci sarebbero molti modi per aggirare le regole, anche attraverso la complicità dei commercianti, presentando scontrini che attestano il falso.

Così, in alcuni occasioni, questo bonus – da non confondere con il premio destinato ai professori più meritevoli – si è trasformato in un malus. Un precedente che il Governo ora alle prese con l’introduzione del Reddito di cittadinanza dovrà fare i conti. Per non essere bocciato.