Solo il 38% vuole un Governo Lega-Cinque Stelle. Secondo un sondaggio di Piepoli, l’Esecutivo più gradito è quello istituzionale

di Giorgio Velardi
Politica

La possibile quanto ancora incerta elezione di Anna Maria Bernini (Forza Italia), gettata nella mischia dalla Lega spaccando la coalizione di Centrodestra e considerata “votabile” dal M5s per la presidenza del Senato, fa salire di colpo le quotazioni di un asse tra Carroccio e grillini in ottica Governo (nei modi e forme che deciderà il Quirinale al termine delle consultazioni). Ma cosa ne pensano gli italiani di questa ipotesi? Li convince? O ne preferirebbero un’altra?

Interpellati da un sondaggio dell’Istituto Piepoli, gli italiani mostrano per adesso una certa freddezza. Un Esecutivo formato dal partito di Matteo Salvini e da quello di Luigi Di Maio – secondo l’analisi dell’istituto presieduto da Roberto Baldassari – trova d’accordo il 38 per cento degli interpellati contro il 58 per cento di contrari (4 per cento senza opinione). Ancora più basso il gradimento per l’altra ipotesi circolata nella giornata di ieri, cioè un Governo con perno il M5s e l’appoggio esterno del Partito democratico. Infatti, solo il 28 per cento degli intervistati gradirebbe questa soluzione contro il 68 per cento di contrari (4 per cento senza opinione). Mentre appena il 20 per cento dice ‘sì’ a un Esecutivo di Centrodestra con la ‘stampella’ dei fuoriusciti grillini.

Qual è a questo punto lo scenario che piacerebbe maggiormente agli italiani? Quello di un Governo istituzionale del presidente della Repubblica per rifare la legge elettorale: il 49 per cento si dice favorevole contro il 46 per cento di contrari. Vedremo.

Twitter: @GiorgioVelardi

Commenti

  1. honhil

    Chissà perché, nel centrodestra, si fa tutto «… ad personam». Mentre sui quattro governi napolitaniani, quelli che da mattina a sera, e pure la notte, dichiaravano che c’era sempre tanto da migliorare, salvo poi, ad ogni successiva svolta, di incanalare lo Stivale sempre di più sul viale del peggio, si stende sempre un velo ideologico. E perfino quando in Emilia salta fuori una delle tante perle nere della politica rossa, e la Corte dei Conti scrive nero su bianco che «nel 2016 ogni mese mediamente “sono stati spesi oltre 12 milioni di euro per sedicenti profughi”», il silenzio è d’obbligo. E così mentre il Paese muore gli si fa mancare perfino il viatico dato che quei rantoli o nessuno sente o vengono scambiati per semplici e innocui rumorini gastrici. E nel contempo, coniugando il bimillenario Panem et circenses, Berlusconi e i berlusconiani continuano ad essere gettati in pasto ai sinistri elettori. Per fortuna, il tempo sembra tessere tutta un’altra tela.

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