Sondaggio sul caos Italia: gli elettori vogliono un Governo 5 Stelle con l’aiutino Pd

di Giorgio Velardi
Politica

O un Governo del Movimento 5 Stelle con apporti esterni (del Partito democratico?), oppure un Esecutivo del Presidente di concordia nazionale. Sono questi, secondo la fotografia scattata dall’Istituto Piepoli dopo le elezioni di domenica scorsa, i desiderata degli italiani. Nel primo caso, il 45% degli interpellati – il 36% dei quali residenti al Sud e nelle Isole, il 26% a Nord Ovest, il 19% al Nord Est e il restante 19% al Centro – si dice d’accordo all’idea di affidare l’incarico al candidato premier dei pentastellati, Luigi Di Maio, contro il 50% di contrari. Il 5% è senza opinione. Più basso (31% di favorevoli contro 57% di contrari, 5% senza opinione), invece, il gradimento per uno scenario che metta il capo dello Stato, Sergio Mattarella, al ‘centro del villaggio’ e che porti a unire le forze per formare un Governo che faccia poche ma significative cose, a cominciare dalla nuova legge elettorale.

Decisamente più staccate invece le altre ipotesi, a iniziare da un asse fra M5s e la Lega di Matteo Salvini. Un connubio che, seggi parlamentari alla mano, garantirebbe un’ampia maggioranza. Ma che gli italiani non gradiscono. Sempre secondo i dati di Piepoli, solo il 29% si dice infatti propenso contro il 67% di contrari (4% senza opinione). Per non parlare di un possibile quanto irrealistico connubio tra Forza Italia e dem con apporti di esponenti esterni (solo il 19% è favorevole contro il 77% di contrari) e di un Governo di minoranza di Centrosinistra: il 24% dà il proprio via libera mentre il 69% mostra il pollice verso.

Le certezze comunque, messi tutti i dati sul tavolo, sono due. La prima: il M5s non potrà non far parte dei giochi. La seconda: mai come in questo momento di grande incertezza gli italiani (il 10% di quelli intervistati dall’Istituto presieduto da Roberto Baldassari ha tra 18 e 24 anni, il 19% tra 25 e 34, il 19% tra 35 e 44, il 16% tra 45 e 54, il 14% tra 55 e 64 e infine il 22% tra 65 anni e oltre) vedono in Mattarella un faro. Il capo dello Stato gode di un gradimento altissimo: 62%, sei punti percentuali in più rispetto alla precedente rilevazione del 26 febbraio scorso. Al secondo posto resiste Paolo Gentiloni (Pd), anch’egli in crescita: 45% contro il 43 della rilevazione preelettorale. Al terzo, con un balzo di ben 11 punti (41%), si piazza invece Di Maio, complice anche il fatto che il 65% degli intervistati considera i grillini come i veri vincitori di queste elezioni contro il 18% del Carroccio.

Salvini si ferma invece al 30% (più 6%), preceduto da Emma Bonino (33%). Crolla Matteo Renzi: il segretario dimissionario del Pd si attesta al 24%, meno 4% rispetto a fine febbraio e addirittura meno 12% rispetto al dato di inizio maggio 2017. All’ultimo posto si piazza il leader di FI, Silvio Berlusconi (19%), preceduto dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni (33), e dal fondatore dei Cinque Stelle, Beppe Grillo (24).

Twitter: @GiorgioVelardi

Commenti

  1. honhil

    “Andremo al governo, devono passare da noi”. Una vera e propria dichiarazione d’infantilismo politico. Questo è il 5s. In politica nessuno passa da nessuno. In Parlamento o si impongono con la forza della maggioranza le proprie idee e ci si deve per forza di cose confrontare con gli altri. Forza motrice democratica che tutto macina, quindi, o mediazione. E siccome Di Maio non ha la maggioranza, se vuole andare a Palazzo Chigi deve, e ancora deve e ancora ancora deve, con umiltà, lanciare proposte e sperare che possano convincere i possibili alleati e, soprattutto, il presidente Mattarella. L’abbaio è soltanto sintomo di debolezza e, appunto, infantilismo.

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