Torna il terrorismo islamico a Londra. Un attentatore si butta sulla folla con un Suv e poi cerca di sfondare l’ingresso del Parlamento. Tre vittime e molti feriti

dalla Redazione
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Torna l’incubo del terrorismo islamico a Londra, proprio di fronte alla Camera dei Comuni, dove era in corso la seduta parlamentare. Ed esattamente un anno dopo gli attacchi nell’aeroporto di Bruxelles un estremista ha fatto una strage, uccidendo comunque tre persone e provocando il ferimento di almeno altri 10.

Ecco i fatti. Intorno alle 16, ora italiana, c’è stata una sparatoria per fermare un uomo che stava investendo i passanti a tutta velocità con il suo Suv, l’uomo è riuscito a scendere dalla macchina, accoltellando un agente, prima di essere ucciso dai colleghi del poliziotto. Il bilancio è di almeno tre morti e una decina di feriti: 2 di loro si trovavano proprio in prossimità del cancello di ingresso al Parlamento. L’assalitore era stato riconosciuto successivamente come un cittadino britannico di 42 anni: dopo l’identificazione è diventata chiara la matrice del gesto.

Immediatamente i deputati hanno sospeso l’assemblea e anche la premier Theresa May è stata evacuata in pochi minuti. Secondo quanto riportano i media britannico, l’uomo ha tentato di fare irruzione nel Parlamento quando è stato fermato dagli agenti di polizia messi a presidio del palzzo istituzionale. La dinamica ha subito fatto pensare a un attentato, anche se non ci sono ancora elementi chiari per accreditare questa tesi.

La polizia aveva inizialmente usato cautela nel commentare l’accaduto: “Intorno alle 2,40 del pomeriggio siamo stati allertati per un incidente a Westminster Bridge. Il caso viene trattato come incidente d’arma da fuoco. La polizia è sulla scena”, aveva scritto su Twitter.

In tutta Europa è salito il livello dell’allerta: a Roma è stata rafforzata la sicurezza davanti ai palazzi istituzionali. Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha anche riferito di aver “attivato tutte le strutture della Farnesina per verificare la presenza eventuale, che ci auguriamo non esserci, di connazionali tra i feriti”.