Spese pazze in Calabria, trema la Giunta Oliverio. E pure il Governo. Pd e Ncd nel mirino. Domiciliari per tre ex consiglieri. I Cinque Stelle chiedono la testa del Governatore

A tremare con la Giunta Pd della Calabria c’è pure il Governo Renzi. Un altro brutto colpo per i democratici arriva dall’inchiesta sulle spese pazze calabresi. Acquisti folli che hanno portato agli arresti domiciliari di tre ex consiglieri regionali, altri quattro sottoposti a divieto di dimora insieme a un’altra persona. Ci sono poi una marea di beni sequestrati per complessivi due milioni e mezzo di euro ancora 27 indagati per falso e peculato. Ai domiciliari è finito l’assessore ai Lavori pubblici e ai Trasporti Antonino De Gaetano (Pd), componente dell’attuale Giunta di centrosinistra: trombato alle urne ma non dalle scelte del governatore, Mario Oliverio. De Gaetano si è dimesso dalla carica e autosospeso dal partito. Stessa misura per l’ex parlamentare di Forza Italia e del Pdl Luigi Fedele. Per il senatore del Nuovo Centrodestra, Giovanni Bilardi, è stata chiesta, invece, l’autorizzazione a procedere.

LE CONTESTAZIONI
Nel mirino ci sono spese sostenute dai gruppi consiliari tra il 2010 e il 2012. E tra gli acquisti messi a rimborso nonostante la mancanza di una qualsiasi relazione con gli incarichi ricoperti, a quanto pare i consiglieri non si erano fatti mancare proprio niente. Dai vini pregiati a viaggi in Italia e all’estero. Ma anche biglietti Gratta&Vinci, che ci sarà di male a tentare la fortuna, o una capatina notturna nei locali di lap dance. Oltre agli arrestati figurano tra gli indagati tutti i componenti della Giunta regionale in carica, fatta eccezione del presidente Oliverio. Sotto la lente degli inquirenti è finito Vincenzo Ciconte (Pd), a lui vengono contestati 69mila euro di spese non giustificate, l’assessore Carlo Guccione (Pd), 27mila euro le spese a lui contestate. Divieto di dimora, invece, per un ex autista di Bilardi, Carmelo Trapani, e per quattro ex consiglieri: Giovanni Nucera (Udc), Pasquale Tripodi (Centro democratico), Alfonso Dattolo (Udc) e Nicola Adamo (Pd).

FUOCO SUL GOVERNATORE
“Il governatore della Calabria Oliverio deve dimettersi subito. Egli ha difeso a oltranza e senza riserve morali la nomina di Antonino De Gaetano, anche col silenzio tombale tenuto nella sua recente audizione in Antimafia”, attaccano i parlamentari del Movimento 5 Stelle calabresi, “Nonostante destinatario di tre informative e di una richiesta di arresto per presunto appoggio elettorale dalla ‘ndrangheta, De Gaetano” proseguono i parlamentari M5s, “è stato mantenuto al suo posto da Oliverio, che non ha voluto ascoltare nessuno. Pertanto l’allora ministro Maria Carmela Lanzetta rifiutò di entrare nella giunta regionale. In Calabria le istituzioni sono fortemente inquinate e ciò ne causa l’arretratezza. Dunque, come raccomandava Paolo Borsellino, la politica non deve attendere le sentenze della magistratura per allontanare amministratori su cui gravano forti sospetti”.

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