Spese top secret agli Esteri. Poca trasparenza sui bandi: dal 2012 elargiti 50 milioni senza gara aperta

di Carmine Gazzanni
Cronaca

L’allarme arriva dalla Corte dei Conti: ci sono ministeri in cui si riscontra un ricorso “pressoché generalizzato per i beni e i servizi” al cottimo fiduciario e alle procedure negoziate, “a scapito delle procedure aperte o ristrette”. In altre parole, negli ultimi anni – si legge nella relazione – beni e forniture sono stati garantiti attraverso i cosiddetti “affidamenti in economia”, ovvero tramite procedure semplificate più celeri e “senza alcuna forma di confronto competitivo”. In altre parole, quello che dovrebbe essere lo straordinario (il ricorso a procedure più celeri e meno “trasparenti”, giustificato, ad esempio, dalle emergenza) è diventato l’ordinario. Ebbene, la Corte dei Conti, nella sua relazione, punta il dito contro la Farnesina, oggi guidata da Angelino Alfano e fino a ieri dall’attuale premier Paolo Gentiloni.

Buio pesto – I dati riportati, d’altronde, non lasciano spazi ad equivoci: dal 2012 al 2015 agli Esteri sono stati registrati 6.297 contratti per i servizi più disparati. Ebbene: di questi soltanto 13 sono stati affidati previa procedura aperta. Ancora peggio va per i contratti per forniture di beni: su 1.149, nessuna procedura aperta. Meglio gli affidamenti diretti che, invece, dovrebbero essere limitati, come ribadisce la relazione, ai casi di urgenza oppure all’acquisizione di beni o servizi di modesta entità. Sarà andata così? Non proprio. La relazione, non a caso, dice espressamente che “anche per gli affidamenti sopra la soglia comunitaria, il ricorso alle procedure ordinarie è stato modesto”. Ancora una volta ci vengono in soccorso i dati: dal 2012 al 2015 parliamo di procedure aperte soltanto in 92 casi. Un po’ pochini, non c’è che dire. E, invece, per quanto riguarda gli affidamenti diretti? In soldoni, in questo modo sono stati assegnati, nei quattro anni esaminati dalla Corte, oltre 50 milioni di euro. Insomma, non proprio bruscolini.

Contratti secretati – Ma non è finita qui. Perché il bello ancora deve venire. Dalla relazione, infatti, emerge anche un altro particolare non di poco conto. Un capitolo della relazione, infatti, riguarda i “contratti secretati” dalla Farnesina. Anche in questo caso i giudici sono piuttosto espliciti: “notevole risulta il ricorso alla secretazione” del ministero degli Esteri, “con ripetuti affidamenti alle stesse imprese, anche per i contratti sopra soglia”. Con buona pace della trasparenza. C’è da da dire che la Farnesina si è giustificata rispondendo che ciò si è reso necessario soprattutto per ragioni di sicurezza. Certo è, però, che negli ultimi anni sono stati siglati 44 contratti di cui non si conoscono estremi e oggetti, per una spesa superiore ai 4 milioni. Ma ora la Farnesina ha i tempi contati: dovrà comunicare entro sei mesi alla stessa Corte dei Conti e al Parlamento “le misure consequenziali adottate”. In un’ottica di trasparenza e contenimento dei costi.

Twitter: @CarmineGazzanni