Spunta un bel regalino per i signori della sanità privata. I quali hanno finanziato la renziana fondazione Open

di Stefano Sansonetti

Un bel “regalino” del Governo a ospedali e cliniche private spunta fuori all’interno della legge di Stabilità. Un emendamento dei relatori, ispirato dall’Esecutivo e approvato ieri notte dalla Commissione bilancio della Camera, di fatto “riaccende” la dinamica delle spese regionali per l’acquisto di prestazioni dagli istituti sanitari privati in regime di convenzione. In pratica viene allentata tutta una serie di limiti di spesa che erano stati fissati nel 2012, all’epoca del Governo guidato da Mario Monti. Non c’è che dire, davvero un graditissimo risultato per il settore della sanità privata, con in testa i vari gruppi Angelucci, Rotelli e Garofalo. Alcuni dei quali nei mesi scorsi hanno finanziato la renziana fondazione Open. E ora, a quanto pare, passano all’incasso.

IL PASSAGGIO
L’emendamento in questione è stato presentato dai relatori alla legge di Stabilità che ieri ha attraversato le fasi finali dell’esame in commissione bilancio. Il primo alleggerimento riguarda il decreto legge 95 del 2012. In esso si stabiliva che le Regioni dovessero diminuire in percentuale fissa gli esborsi per l’acquisto di prestazioni dagli ospedali privati. Il tutto in modo tale che rispetto al consuntivo 2011 queste spese diminuissero dello 0,5% nel 2012, dell’1% nel 2013 e del 2% a decorrere dal 2014. Ebbene, con la proposta di correzione tale impalcatura viene a cadere. Si prevede infatti che la riduzione dei costi regionali per l’acquisto di prestazioni da privati sia ottenuta riducendo gli importi non necessariamente di tutti i singoli contratti, come era in precedenza, e non necessariamente “in misura percentuale fissa”. Quest’ultima espressione, in particolare, viene cassata dall’emendamento. In più viene introdotta nella legge di Stabilità una norma nuova di zecca per sostenere le cosiddette prestazioni ospedaliere di “alta specialità”, prevedendo che dal 2016 l’acquisto di queste ultime dagli ospedali privati possa avvenire anche in deroga ai predetti vincoli di risparmio. Nel complesso, concede l’emendamento, bisogna garantire l’invarianza dell’effetto finanziario. E per far questo le Regioni dovranno ridurre le prestazioni inappropriate “di bassa complessità” acquistate dalle strutture private. Ma quali saranno queste “prestazioni di assistenza ospedaliera di alta specificità”? Sul punto la correzione del relatori, appoggiata dal Governo, stabilisce che le prestazioni saranno “definite con successivo accordo sancito in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano”.

IL PRECEDENTE
Insomma, la conclusione è che il Governo ha varato una bella deroga ai tagli sin qui imposti alle convenzioni con gli ospedali privati. E il settore ha di che rallegrarsene. Anche perché, come rivelato da La Notizia del 10 dicembre scorso, l’attività di lobbying degli ospedali privati in tempi recenti si è molto concentrata sulla fondazione Open. All’ente che organizza la Leopolda, infatti, hanno versato 5 mila euro ciascuno le Case di cura Villa Garda, Rugani, Villa Berica, L’Eremo di Miazzina e l’Hesperia Hospital di Modena, tutte rientranti nel gruppo Garofalo. Ma un obolo alla fondazione renziana è stato versato anche dall’Aiop, ovvero l’associazione di categoria che rappresenta 500 case di cura private per un totale di 53 mila posti letto, di cui 45 mila convenzionati con il Servizio sanitario nazionale.

Twitter: @SSansonetti