Starace pompa Enel in Borsa. Ma Citigroup stronca i conti. L’Ad annuncia sorprese sul dividendo del 2016. Un report mette in guardia: peggiorerà il debito

Starace annuncia, Enel vola in Borsa, ma qualche banca d’affari solleva dubbi di non poco conto. Il week end del colosso elettrico si è tramutato in un lunedì alquanto movimentato. Il titolo, che ieri ha chiuso a +1,74%, è risultato tra i migliori di piazza Affari, mettendo così a frutto una “sorpresa” uscita fuori direttamente dalla bocca dell’amministratore delegato, tra i tanti accorsi sabato scorso al “salottone” sempre più buono di Cernobbio. A un certo punto Francesco Starace ha evocato una “sorpresa positiva” per il dividendo relativo al 2016, che da piano industriale dovrebbe attestarsi sugli 0,18 euro ad azione (ne sono invece stati messi in conto 0,16 quest’anno). Ebbene, la suggestione lanciata dall’Ad ha permesso al titolo di festeggiare in Borsa, con l’appoggio fornito dai positivi riscontri pervenuti da analisti come Ubs, Intermonte e Banca Akros.

IL PRECEDENTE
Poco più di un mese fa, però, proprio sulla questione dei dividendi era arrivata sulla struttura di Starace una bella bordata, dritta dalla banca Usa Citi. Due passaggi, in particolare, sembravano (e sembrano tutt’ora) inchiodare la gestione del colosso elettrico. “Dall’inizio dell’anno il valore implicito degli asset non quotati di Enel si è apprezzato di oltre il 50%”, si può leggere ancora oggi nel recente commento di Citi, che subito dopo incalza: “Crediamo che l’attuale valutazione non rifletta l’inefficienza finanziaria e fiscale della struttura della holding. Nelle nostre stime Enel non può generare flussi di cassa, più di quelli generati dalle controllate Endesa ed Enersis. Di conseguenza, la politica dei dividendi di Enel comporta che una graduale crescita della cedole si trasformerà in uno strutturale incremento del livello dei debiti della casa madre”. Quando parla di asset non quotati, Citi in particolare fa riferimento a “distribuzione, fornitura e attività regolate”. Nel secondo passaggio, poi, la banca d’affari integra le precedenti considerazioni spiegando che “un’analisi delle dinamiche di gruppo indica che l’unica fonte di cassa per finanziare la politica dei dividendi della controllante deriva dai dividendi prodotti dalle controllate. In base alle nostre stime i dividendi di Enel, ovvero 0,18 euro per azione dal 2016, non sono coperti dai dividendi derivanti dai flussi di cassa generati dalle attività non quotate. Di conseguenza il debito netto degli asset non quotati di gruppo è destinato a incrementare gradualmente”.

IL PESO
Il riferimento al debito non è un caso, se solo si considera che sulla base dell’ultima semestrale la voce è cresciuta in bilancio a 39,8 miliardi di euro, aumentati anche rispetto al dato di fine 2014 (37,3 miliardi). Per carità, i ricavi Enel sono cresciuti da 36,1 a 37,6 miliardi. E l’utile netto di gruppo è aumentato del 3,4%, arrivando a 1,6 miliardi. Ma l’affanno con cui Starace sta cercando di vender alcune partecipazioni, Slovenske Elektrarne in primis, dimostra che la tenuta dei conti, soprattutto sul fronte del debito, non è proprio rosea. E Citi, annuncia a parte, sembra essersene accorta.

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