Stop al ritorno degli ex nel Partito democratico. Prima direzione per Zingaretti. Nessun perdono alla vecchia “ditta”

di Massimo Cultrera
Politica

La prima direzione del Partito Democratico targata Nicola Zingaretti si è chiusa con l’approvazione della sua linea (senza voti contrari) ma con l’astensione dell’area renziana guidata da Roberto Giachetti, che ha messo in guardia rispetto ad ogni tentativo di fare tornare nella casa madre Roberto Speranza, Nicola Stumpo e gli altri ex dem.

Zingaretti, nella sua relazione ha escluso qualsiasi ritorno, ma ha ottenuto il mandato della direzione per trattare delle alleanze quanto più larghe possibili sulle amministrative. E, soprattutto, proseguire il lavoro sulle europee. Che non significa mettere in lista Speranza o Pierluigi Bersani. Piuttosto, se da questi verranno proposti nomi provenienti dalla società civile, intellettuali, esponenti del mondo del lavoro o dell’imprenditoria, il segretario potrà valutarli.

Il neo segretario ha spiegato: “Dobbiamo fare una grande assemblea nazionale di tutti i candidati sindaci dei 3860 comuni al voto, o magari due Assemblee, una al nord e una al sud, per far vedere che c’è un Paese che si muove”. Zingaretti ha proposto che “il 5,6 e 7 aprile ci siano tre grandi giornate di mobilitazione, che prevedano anche il tesseramento per strada. Dove tutto il gruppo dirigente del partito sta a far firmare le tessere come l’inizio della campagna ma anche della mobilitazione del Pd nella pancia del Paese”. Per il segretario del Partito Democratico l’obiettivo è quello di ricostruire un’alternativa politica alla Lega e al Movimento 5 Stelle che sia in grado di governare il Paese.