Stuprarono due ragazzine. Condanne soft e presto liberi. Circuite sul web, portate in un bosco e legate. Ma per i due rom solo 6 anni di reclusione

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Sono stati condannati per lo stupro di due ragazzine ma presto saranno a piede libero. I due giovani rom, Mario Seferovic e il complice Bilomante Maikon Halilovic, rispettivamente condannati a 6 anni e 5 anni e mezzo di reclusione, a fronte di una richiesta di 10 anni formulata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, per il terribile quanto odioso reato di violenza sessuale. Una pena tutt’altro che esemplare e che, oltre al danno la beffa, contrariamente a quanto si pensi, i due non saranno destinati a passare per intero all’interno di qualche penitenziario grigio e buio. Nulla di illegale quanto piuttosto qualche stortura della legge italiana che prevede e permette a chiunque di ottenere sgravi di pena anche piuttosto consistenti. In primo luogo e com’è giusto che sia, dal totale della pena vengono detratti i mesi o gli anni che l’imputato ha già scontato in carcere prima dell’emissione della sentenza. Poi, come spesso accade, l’imputato può presentare ricorso in Appello per far rivalutare il proprio caso e magari ottenere uno sconto di pena. Non solo, al recluso che ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione può essere concessa, per permettere un suo più rapido ed efficace reinserimento in società, una detrazione di quarantacinque giorni per ogni singolo semestre di pena scontata. Non di certo un meccanismo automatico ma senza ombra di dubbio una concreta possibilità che per essere concessa deve passare al vaglio del Tribunale di sorveglianza. E se a commettere il reato è un incensurato, al raggiungimento del minimo per la sospensione, cioè a 2 anni di pena residua, salvo parere contrario del pm, le porte del carcere si apriranno come per magia magari sostituite da qualche forma alternativa di espiazione della pena. Nel caso di Seferovic e Halilovic, al netto di tutte queste possibilità che potrebbero verificarsi o meno, la libertà potrebbe arrivare tra un paio d’anni.

Lo stupro – Tutto avvenne il 10 maggio del 2017 quando Mario Seferovic, il cui pseudonimo sul web è “il sinto”, dopo giorni passati a corteggiare in chat una ragazzina di quattordici anni, le strappava un appuntamento dal vivo in zona Collatina a Roma. La giovanissima donna, seppur lusingata, forse sentendo un brivido sulla schiena, non si sentiva tranquilla così avvisava il ragazzo che assieme a loro sarebbe venuta la sua amichetta del cuore. Nulla da ridire da parte di Seferovic, in quel momento travestito da cavaliere per nascondere sotto la maschera le sue reali intenzioni, che anzi si diceva sollevato preannunciando che avrebbe portato anche lui un amico. All’appuntamento i due rom costringevano le giovanissime a seguirli in una zona isolata, in prossimità di un boschetto. Spaventate e senza via di scampo, alle minorenni non restava altro che seguire i due rom. Pochi attimi e le quattordicenni, nonostante supplicassero i due di lasciarle andare, venivano legate. E qui Seferovic mostrava i suoi reali intenti violentandole mentre Halilovic faceva da palo.