Su Battisti una vittoria del Paese. Caccia aperta agli altri 50 latitanti. Parla la deputata del M5S, Scutellà: “Il lavoro di Conte paga. Dopo decenni è sconfitta la dottrina Mitterand”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Una grande vittoria, ora tocca agli altri 50 terroristi latitanti”, assicura Elisa Scutellà, deputata M5S in commissione Giustizia.

Dopo 37 anni Cesare Battisti è stato assicurato alle patrie galere. La giustizia anche se in ritardo ha fatto il suo corso. E’ un messaggio ai terroristi ancora latitanti?
“Mi preme dire intanto che sono fiera, da cittadina italiana e da parlamentare, di vivere momenti storici come questo da dentro le istituzioni. Come già affermato da Alfonso Bonafede, poi, al ministero della Giustizia è in atto il massimo sforzo per la cattura dei circa 50 terroristi latitanti che mancano all’appello. Grazie anche all’autorevolezza ed alla serietà del premier Conte, abbiamo ottenuto una grande vittoria, adesso non c’è tempo da perdere per conquistarne altre”.

Resta il fatto che un ergastolano latitante sia riuscito a sfuggire così a lungo alla giustizia italiana. Ha goduto di protezioni internazionali e politiche?
“Per rispondere non credo sia necessario congetturare reti segrete di protezione, basta ripercorre i passaggi storici della vicenda di Battisti e rapportarli alle leggi e agli equilibri politici dei Paesi che ne sono stati coinvolti. Dalla dottrina Mitterrand al ruolo, oggi, delle istituzioni boliviane, sono state varie e differenti le posizioni degli interlocutori dell’Italia. Ma ora ce l’abbiamo fatta”.

Continuano le polemiche sul ddl Anticorruzione: per i magistrati di Genova sarebbe sopravvissuta una sorta di norma salva-Lega che depotenzia il peculato. Il ministro Bonafede ha smentito, ma il salvacondotto c’è o no?
“Non c’è, categoricamente. L’emendamento in questione non ha nulla a che vedere con i presunti ‘trattamenti di favore’ che adesso la legge riserverebbe a chi è imputato di peculato. Per chi è accusato di questo reato non cambierà nulla, non ci sono sconti per nessuno: chi sbaglia paga”.

A sentire il presidente dell’Anac Cantone, però, il rischio che i processi saltino c’è eccome…
“Partiamo da un dato oggettivo: la vera novità, piuttosto che quelle fantasiose sul peculato, è la norma che introduce un’aggravante al reato di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. Credo che il presidente Cantone abbia espresso un dubbio, non paventato una certezza. Abbiamo la massima fiducia nella magistratura e siamo sicuri che applicherà ad ogni singolo caso le disposizioni di legge che più vi si addicono”.

Poi c’è la riforma della legittima difesa targata Lega sulla quale l’Anm ha sollevato più di qualche rilievo. è possibile che sia modificata?
“Al momento non sono stati presentati emendamenti da parte delle forze di maggioranza. Come al solito, abbiamo dedicato il più ampio spazio alle audizioni e agli interventi di chi ha voluto dare il proprio contributo. Detto questo, per ogni episodio ci sarà sempre un’indagine che partirà e una libera valutazione del giudice su tutti i presupposti della norma”.

Tra le misure approvate alla Camera c’è anche la riforma della class action. Che cosa cambia per il cittadino con la nuova normativa?
“Tutto. Si può dire che quella che le Camere stanno approvando sia la vera class action. Tra le tante novità, c’è una tutela non più limitata a chi si può classificare come consumatore, ma a tutti i cittadini che subiscono i comportamenti ingiusti dei colossi industriali e commerciali. Questa è l’azione di classe che funziona, e non vediamo l’ora di approvarla al Senato e di consegnarla agli italiani”.