Su Salvini nulla è deciso. Ma il M5S promette un voto responsabile. Parla il vice capogruppo Silvestri: “Leggeremo le carte, poi valuteremo”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Leggeremo le carte, poi decideremo”. Sul caso Diciotti, il vice capogruppo M5S alla Camera, Francesco Silvestri, è chiaro.

Intanto l’occupazione torna a livelli precrisi: una rivincita contro chi sbeffeggiava il decreto dignità?
“In questi anni di rivincite ce ne siamo prese molte, questa è solo l’ultima e dimostra ancora una volta che anche sulle politiche del lavoro avevamo ragione. Il tasso di occupazione al 58,8 per cento non è stato mai così alto negli ultimi 10 anni. Le opposizioni che hanno sbeffeggiato noi e il decreto dignità hanno perso l’ennesima occasione di dimostrare un minimo di decenza di fronte a tutti i lavoratori, i cui diritti sono stati letteralmente calpestati da leggi che favorivano instabilità e precariato. Per questo dico che la vera rivincita è dei cittadini, dei giovani che adesso possono pensare di fare progetti di vita anziché vivere nell’ansia più totale di non trovare lavoro o di essere mandati a casa da un giorno all’altro”.

Preoccupano però le previsioni sul Pil. Siete davvero sicuri che non servirà una Manovra correttiva?
“Come ricordato dal ministro Savona, tagliare ancora il bilancio pubblico durante una recessione è “malattia mentale”. Il 2019 sarà l’anno della nostra manovra espansiva per rispondere al rallentamento provocato dalle politiche di austerità in Italia e in tutta Europa. O si archivia la logica perversa dell’austerità o l’Europa si avvita definitivamente su se stessa”.

Di Maio ha lanciato la campagna Se lo diciamo lo facciamo per informare gli italiani delle cose fatte finora. E’ iniziata la campagna elettorale per le Europee?
“Più che alle elezioni europee, preferisco pensare alla campagna lanciata oggi (ieri, ndr)come un ‘punto zero’ da cui far ripartire l’Italia. C’è stato un tempo in cui abbiamo assistito ad una classe politica che poco a poco sfasciava questo Paese. Ci siamo riuniti, siamo riusciti ad entrare in Parlamento e poi al Governo. Dopo soli 7 mesi abbiamo introdotto Reddito di cittadinanza e Quota 100, abbiamo detto stop alla pubblicità sul gioco d’azzardo, applicato una tassa piatta al 15% per le imprese, messo i soldi per risarcire i truffati delle banche. Abbiamo fatto una legge seria contro la corruzione che inserisce il daspo a corrotti e corruttori della pubblica amministrazione. Il taglio dei vitalizi e delle pensioni d’oro, una vergogna vera per qualsiasi Paese che dica di rispettare i princìpi di equità sociale. E l’elenco è ancora lungo. Preferisco dare certezze per i prossimi mesi: il taglio al numero e agli stipendi dei parlamentari, taglio delle pensioni d’oro dei sindacalisti e acqua pubblica”.

A proposito di taglio degli stipendi dei parlamentari, la Lega è d’accordo?
“Il taglio agli stipendi dei parlamentari è nel contratto di Governo. Quindi si farà. E si farà anche presto”.

A proposito della Lega, su Salvini pende la richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri per la Diciotti. Voterete sì o no?
“In questi casi tra un ‘sì’ e un ‘no’ ci sono 50 sfumature di responsabilità. Partiamo da una considerazione. Il ministro dell’Interno è passato dal ‘voglio farmi processare’ a ‘si neghi l’autorizzazione’. Quindi capirà bene che è necessario studiare tutte le memorie sul caso che Salvini stesso depositerà in Giunta. Dopo averle lette, e solo allora, il MoVimento, i senatori della Giunta e Di Maio decideranno. Inoltre, anche il premier Conte, il vicepremier Di Maio e il ministro Toninelli depositeranno una memoria sul fatto che sul caso Diciotti ci sia stata una decisione che coinvolge il Governo con responsabilità anche di altri ministri e del Presidente del Consiglio”.

Con questa memoria Conte, Di Maio e Toninelli sembra che dicano: se processate Salvini, processate anche noi. Una mossa per prendere tempo o l’anticamera del diniego all’autorizzazione?
“Né l’una né l’altra. L’azione di Conte, Di Maio e Toninelli dimostra semmai la compattezza del Governo. Il che non significa schierarsi con o contro Salvini, ma che qualunque sia la situazione la si affronta con un leale senso di responsabilità”.