Sulla salva-Lega fatto grave ma l’incidente è superato. Il Senato cambierà la norma. Parla il vice capogruppo 5 Stelle, Silvestri: “Se il Carroccio ha problemi li risolva”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Quello che è successo sull’emendamento Vitiello è un fatto gravissimo”. Il vice capogruppo M5S Alla Camera, Francesco Silvestri, non ha dubbi. “Ma abbiano già trovato la soluzione”.

La norma salva-Lega, riapparsa con un emendamento dell’ex M5S espulso Vitiello, è stata approvata in Aula alla Camera. Tutta colpa della Lega o c’è qualche manina anche dei vostri?
“Partirei dalla vera notizia: la nostra riforma del sistema anticorruzione è stata finalmente approvata a Montecitorio. Ce l’abbiamo fatta ed è una vittoria di tutti! Della gente perbene, che potrà finalmente tornare a credere nella politica e nella pubblica amministrazione; degli imprenditori onesti, che potranno operare in un mercato in cui i furbetti e i corrotti sono messi all’angolo dallo Stato; di tutta la politica – opposizioni comprese – che con questo provvedimento si sta dando una possibilità in più: quella di contribuire ad un rilancio della credibilità del Paese agli occhi del mondo”.

Torniamo alla domanda?
“Quello che è successo sull’emendamento Vitiello è un fatto gravissimo, che non si dovrà ripetere mai più. Inutile adesso fare gossip politico su manine o manone. In Senato la norma verrà ripristinata e, quando tornerà alla Camera per la terza lettura, il provvedimento sarà identico a come lo ha concepito il ministro Bonafede”.

Di Maio l’avrebbe definita “una porcata”. Ma se è stata un’operazione premeditata allora dovreste prendere atto che il rapporto di fiducia e lealtà tra alleati è andato a farsi benedire, non crede?
“Abbiamo sottoscritto un contratto che non è il fantomatico ‘contratto con gli italiani’, ma un progetto fatto di punti da concretizzare, come stiamo già facendo. Come in tutti i contratti, se uno dei contraenti non mantiene la parola, l’altro può recedere. A quel punto però chi ha sbagliato se ne prende tutta la responsabilità di fronte al Paese”.

Molti sospettano di Giorgetti (che ha smentito). Se fosse così, Salvini poteva non sapere?
“Ripeto, non siamo qui per fare pettegolezzo o caccia alle streghe. I retroscena sulle presunte liti notturne o sulle supposte orchestrazioni di Giorgetti vanno smentiti. L’accento invece va posto sul brutto incidente, a cui però abbiamo già rimediato. Se la Lega ha questioni da risolvere al suo interno, queste non devono riguardarci né coinvolgerci”.

Siete finiti nella bufera per 4-5 dissidenti che ponevano una questione di coscienza sul dl Sicurezza, vi ritrovate ora vittima di una congiura di palazzo. Non le pare paradossale?
“Nessuna bufera e nessun dissidente. È una questione di confronto tra sensibilità diverse, che – come è giusto e sano che sia – si trovano a dialogare all’interno di un movimento politico. Se qualcuno non ha rispettato il nostro statuto provvederanno i probiviri”.

Intanto la Lega ha incassato al Senato la fiducia sul ddl Sicurezza e si appresta a portare a casa anche il via libera definitivo della Camera. Voi, invece, sarete costretti alla terza lettura sull’Anticorruzione. Perché avete deciso di non porre la fiducia anche su questo provvedimento?
“Noi porteremo a casa la riforma che manda a casa corrotti e corruttori. È un provvedimento che segna una svolta epocale e di fronte al quale le opposizioni sono andate in tilt perché stanno vedendo in frantumi il sistema di clientelismo e scambio di favori che hanno costruito nel corso dei decenni. Sulla fiducia faccio notare che questo Esecutivo ha adottato la prassi di ricorrervi in maniera parsimoniosa, a differenza di un Renzi che la pose per ben 11 volte e di un Gentiloni che ne abusò chiedendola 10 volte”.

Se la correzione saltasse?
“Non ci sono motivi per cui possa saltare. Ribadisco che è stato un brutto incidente, ma abbiamo già trovato la soluzione. Ora occorre approvare tutto al più presto, senza fare chiacchiere”.

A proposito di legalità, a salire davvero sulla ruspa, battute a parte di Salvini, è stata la Raggi. Da romano, che effetto le ha fatto asssitere alla demolizione delle case dei Casamonica?
“Io ero lì con lei e ricorderò questa giornata per tutta la vita: è l’immagine di un sistema che si sgretola sotto i colpi della legalità. Se poi ‘a bordo della ruspa’ c’è la donna, la sindaca, l’attivista del MoVimento Virginia Raggi, da romano non posso che esserne orgoglioso. Ricordo che l’atto di smantellamento delle ville era pronto dal ’97, ma nessun sindaco finora lo aveva materialmente eseguito. Virginia invece ne ha avuto il coraggio. Da quando si è liberata di tutto il fango che le è stato gettato impietosamente addosso ha messo la sesta”.

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