“Italiano cattolico di m…”. Paura a Termini: tenta di sgozzare un uomo perché aveva il crocifisso. M5S all’attacco di Salvini: sui rimpatri non è stato fatto nulla

dalla Redazione
Cronaca

Paura sabato scorso alla stazione Termini. Un uomo di nazionalità marocchina ha accoltellato un cittadino dell’est nei pressi della stazione a Roma. I due, senza fissa dimora, a quanto si apprende, hanno litigato sull’autobus anche per motivi religiosi e il marocchino vedendo che l’altro indossava un crocifisso al collo lo ha colpito con un coltello ed è fuggito. L’uomo è stato rincorso dalla polizia e arrestato in Via Cavour. L’episodio è accaduto intorno alle 21 di sabato scorso. Il marocchino è adesso accusato di tentato omicidio.

Secondo le testimonianze raccolte dall’AdnKronos, l’uomo “ha gridato ‘italiano cattolico di merda’ e poi lo ha colpito alla gola. Avrebbe potuto ucciderlo”. “Tutto si è svolto in pochi istanti – spiega il testimone – il georgiano è sceso dal bus e si stava dirigendo verso la stazione della metro in piazza dei Cinquecento dal lato di via Giolitti quando il marocchino lo ha raggiunto e lo ha aggredito. Poi è scappato in direzione di via Cavour”.

A intervenire dopo l’accaduto è stato direttamente Matteo Salvini: “Scrivo a tutti i prefetti e questori per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza contro cittadini innocenti”. Lo ha fatto sapere il ministro dopo l’aggressione in zona Termini da parte di un marocchino.

Ma gli esponenti M5s vanno all’attacco: “Il problema ce lo abbiamo in casa, non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo”, così scrivono in una nota i Cinquestelle. E aggiungono: “Dopo Torino, Roma. I tristi fatti di cronaca di questi giorni, con l’aggressione prima a due agenti della polizia da un soggetto che sarebbe dovuto essere già espulso e che invece era libero di fare quel che gli pare in giro, poi con l’accoltellamento di oggi dimostrano che il vero problema sono i quasi 600mila irregolari che abbiamo in Italia. E sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla”. Esattamente come dimostrato anche da La Notizia: da gennaio 2019 i rimpatri sono stati solo 1.283.

Non solo. A quanto si apprende dopo i fatti di Torino e di Roma il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendogli di convocare quanto prima un vertice sui rimpatri, ancora fermi. Nella richiesta Di Maio si è detto molto preoccupato e ha sottolineato che non basta inviare lettere per scongiurare attacchi. Per questo occorre lavorare subito sui 600mila irregolari che abbiamo in Italia.

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