Terrorismo, nuovo blitz dei Carabinieri del Ros: un marocchino fermato in provincia di Cuneo. Faceva propaganda jihadista online

dalla Redazione
Cronaca

Sarà un caso, o forse no, ma proprio nella settimana Santa sono state messe a segno operazioni antiterroristiche a raffica che hanno portato all’arresto di presunti jihadisti attivi nel nostro Paese. Quella che ha portato all’arresto di un cittadino marocchino in Piemonte è la quarta operazione Antiterrorismo in pochi giorni. Il ragazzo, residente in Italia, è stato fermato all’alba dai Carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Cuneo per terrorismo nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Procura distrettuale di Roma. Il sospetto è che il marocchino abbia condotto  una serie di “attività criminali” che fanno  sospettare agli inquirenti che l’uomo possa essere “fortemente indiziato” di istigazione a delinquere per finalità di terrorismo,  oltre a far parte di una associazione terroristica.

Il ritratto – Il marocchino arrestato si chiama Ilyass Hadouz e ha 19 anni. Il comando provinciale del Ros di Cuneo lo ha bloccato a Fossano (Cuneo). A far sospettare un forte legame con i jihadisti i suoi account Facebook, Instagram e Twitter su  cui è apparsa piuttosto palese la sua “intensa propaganda jihadista inneggiante al martirio, alla ricompensa che Dio concederà alla comunità dei musulmani impegnati nel jihad, alla punizione che la stessa riserverà ai miscredenti, esaltando – continua la nota degli inquirenti – le gesta, il valore ed il coraggio dei combattenti in nome di Allah”. Il giovane marocchino avrebbe intensificato la sua attività jihadistica a partire dallo scorso mese di febbraio e aveva scelto anche un nuovo nome che risponde a  Ilyass El Magrebi. A fugare ogni dubbio degli inquirenti le immagini acquisite direttamente all’interno dell’abitazione di Hadouz che hanno documentato “l’adesione alle tesi della narrativa islamista filo-terrorista“. Il marocchino è ritenuto, da chi indaga, una sorta di terrorista fai da te. Nel senso che “la sua fede jihadista” si sarebbe sviluppata in Italia. Un terrorismo “homegrown”. Questo è un tipo di jihadismo scollegato dalle grandi reti terroristiche internazionali e dalle moschee, e invece legato principalmente alle comunicazioni su internet.

Lista lunga – Nella giornata di giovedì la Procura di Roma aveva acceso i fari su 20 persone ritenute parte di un’organizzazione “punto di riferimento per i tunisini che emigrano in Occidente” con base a Napoli e in grado di far transitare clandestini dall’Italia verso la Francia, garantendo  documenti falsi, spostamenti e passaggio in auto oltreconfine. Nell’operazione sono stati arrestati, tra Roma e Latina, quattro tunisini e un palestinese accusati di essere fiancheggiatori dell’autore della strage di Berlino. Qualche giorno prima  arrestato a Torino il ventitreenne italo-marocchino Halili Elmahdi che firmò il primo testo di propaganda dell’Isis in lingua italiana. Nella giornata di martedì, invece, a Foggia era stato arrestato il presidente di un centro islamico che indottrinava in bambini dai 4 ai 10 anni al jihad. Mohy Eldin Mostafa Omer Abdel Rahman, italiano ma di origini egiziane di 58 anni, teneva lezioni di religione nel centro culturale “Al Dawa” nella città di Foggia. Una settimana di fuoco, come dimostrano tutte queste operazioni, che hanno fatto affermare al ministro dell’Interno, Marco Minniti, che la minaccia terroristica non è stata mai così alta come ora. Sarà così? Di sicuro all’Antiterrorismo il lavoro non manca.