Traballa la nomina di Minenna. Le riserve del Colle paralizzano il rinnovo dei vertici della Consob nonostante l’intesa raggiunta tra M5S e Lega

dalla Redazione
Politica

E’ paralisi sulla nomina per la presidenza Consob. La poltrona vacante da quattro mesi, dopo le dimissioni di Mario Nava, rischia di rimanere, per ora, vacante. Secondo fonti del Governo, sponda Cinque Stelle, l’unica soluzione in campo rimane, al momento, la prorogatio dei commissari in carica.

Motivo dello stallo? Il fuoco di sbarramento nei confronti di Marcello Minenna, sponsorizzato da una parte dei pentastellati, da parte di Palazzo Chigi e Quirinale cui spetta la nomina. Che la vicenda avesse preso una brutta piega, si era capito con l’interrogazione al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sottoscritta da tutti i componenti M5S della commissione Finanze della Camera, presieduta da Carla Ruocco, presentata martedì scorso e poi ritirata. Nella quale si sottolineava la necessità di procedere “senza ulteriori attese all’immediata nomina del presidente della Consob”.

Insomma, tutto fermo, Nonostante Luigi Di Maio avesse annunciato l’accordo con la Lega, ribadito poi anche da Matteo Salvini, sul nome di Minenna. Sul quale, però, come noto, pesano le riserve del Quirinale, che chiede un nome indipendente e non ha gradito la vicenda del ricorso collettivo di dodici dirigenti Consob contro la promozione dello stesso Minenna. Ora i tempi potrebbero allungarsi ulteriormente e il tavolo della partita sulla Consob potrebbe allargarsi anche al rinnovo dei vertici dell’Inps dove è in uscita Tito Boeri.