Tragedia sul Pollino, scattano due inchieste per fare chiarezza sulla morte di 10 escursionisti. Secondo il Capo della Protezione civile Borrelli la tragedia era prevedibile

dalla Redazione
Cronaca

“C’era l’allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti”. Con queste parole il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, sottolinea che la tragedia del torrente Raganello poteva essere evitata. Senza girarci troppo intorno ha affermato: “Era in qualche modo prevedibile”.

Nel frattempo sono due le inchieste aperte dalla Procura della Repubblica di Castrovillari che indaga contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. I dispersi dovrebbero essere stati ormai tutti ritrovati anche se comunque verranno fatte ulteriori ricerche. Sulle vittime non è stata disposta l’autopsia; i loro corpi presentano i traumi tipici del trascinamento in acqua.

Polemiche in atto riguardano anche il sistema degli accessi alle Gole, cui si deve, negli ultimi anni, lo sviluppo di un piccolo sistema turistico in almeno quattro comuni della zona del Pollino (Civita, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara e Francavilla). Il presidente del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, sostiene che “la tragica vicenda delle Gole del Raganello obbliga le istituzioni preposte a farsi carico di un’appropriata regolamentazione delle attività nella valle del Raganello”.