L’ultima follia di Forza Italia. L’imbarazzante sceneggiata di Saccone. Insulta in Aula il vicepremier Di Maio per aver lavorato

dalla Redazione
Politica

Un “gilet”, questa volta arancione e non giallo, torna al centro della contesa politica tra gli azzurri di Forza Italia e il Movimento 5 Stelle a causa di una protesta dell’onorevole Saccone, senza alcuna logica politica. Succede che a palazzo Madama mentre si discuteva degli emendamenti al “decretone” su Reddito di cittadinanza e quota 100, il senatore forzista Antonio Saccone, abbia fatto riferimento alle precedenti attività lavorative del vicepremier negli stadi, ironizzando sul suo appoggio ai gilet gialli francesi e mostrando quindi in Aula un gilet arancione con la foto del capo M5S e la scritta “steward”.

“Mi auguro torni presto al suo lavoro, evitando di portare il Paese in recessione”, ha commentato. Un gesto che ha provocato l’immediata reazione della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati (nella foto a destra) e dei senatori pentastellati che hanno reagito al grido di “buffone, buffone…” rivolto al senatore. Molto piccato, anche il vicepremier, che ha replicato a Forza Italia durante una conferenza stampa e poi con un post su Fb. Per dire basta con la “continua denigrazione del M5S come forza incompetente”. E per poi aggiungere: “se una forza di opposizione per denigrare me agita il gilet arancione negli stadi, dico che per me essere stato steward è un orgoglio, come fare il ministro”.

Poi addita il parlamentare come voltagabbana: “lui il gilet, o meglio la casacca, la cambia a seconda della convenienza” dice alludendo ai trascorsi decisamente “trasversali” del politico. Saccone prova quindi a gettare acqua sul fuoco: “Io ho lavorato per mantenermi gli studi anche in una catena di fast food e porto con me un ricordo bellissimo. Figurarsi se c’era motivo per offendersi”. E provano a buttarla sullo scherzo anche i colleghi di Fi: “Non riesce proprio a cogliere la goliardia del gesto. Dimostri di sapere incassare col sorriso”, lo incita la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini. Ma qui di goliardico c’è ben poco.