L’ultima sfida di Ivan alla sclerosi. L’ex ballerino di Amici non si arrende alla malattia. E pubblica un calendario per beneficenza con la figlia

di Davide Manlio Ruffolo
Spettacolo

La vita, i sogni e il lavoro che finalmente ingrana. Poi sette anni fa la diagnosi di un male incurabile, la sclerosi multipla, che vuole riprendersi tutto con gli interessi. Una malattia che quando arriva non lascia scampo, che segna quella linea sottile tra il presente e un futuro che non c’è. Ma Ivan Cottini, il 34enne ex star di Amici, non si è arreso, ha deciso di viverlo questo futuro per quanto duro possa essere. Così ha preso a calci a passi di danza quella terribile sentenza e ha scelto di fare anche un calendario, con la figlia Viola, per un’iniziativa benefica, ossia la costruzione di una scuola ad Addis Abeba, in Etiopia, che si occuperà dell’accoglienza dei disabili.

Tredici scatti con cui Ivan, sfoggiando il suo sorriso migliore, ha ripercorso idealmente la sua vita per lasciare un segno tangibile alla figlioletta di 3 anni, qui per la prima volta in veste di fotomodella, e a tutte quelle persone che si trovano ad affrontare un dramma simile al suo. Un inno alla vita più che un testamento con cui l’ex fotomodello, ora ballerino, ha voluto ricordare a tutti che la malattia può toglierci tutto solo se glielo concediamo. “Ogni mattina abbiamo la possibilità di scegliere, o viviamo da malati o viviamo da protagonisti” ama ripetere Ivan che evidentemente la sua scelta l’ha fatta da tempo. Così, giorno dopo giorno, nonostante la perdita progressiva ed inarrestabile delle funzionalità del proprio corpo, il ragazzo non solo non si è arreso ma ha addirittura sfidato la malattia.

Prima si è reinventato ballerino anche se costretto sulla sedia a rotelle, tra l’altro diventando il primo paziente di sclerosi che danza, perché “la danza è il mio modo per urlare al mondo che sono vivo e continuerò finché sarò in grado di muovere anche un solo dito”. Un grido che si è sentito anche ad Amici, la trasmissione su Canale 5, in cui è stato indiscusso protagonista. Ma c’è di più perché Ivan ha sfidato la malattia sospendendo le cure per riuscire a concepire l’amata figlia, si è battuto ai rigori contro l’ex milanista Massimo Ambrosini, ha impugnato i guantoni per esibirsi sul ring in carrozzina e partecipato alla maratona di nuoto per Telethon.

Queste solo alcune delle iniziative che lo hanno portato ad ottenere sia il titolo di Cavaliere della Repubblica italiana che l’invito di Papa Francesco per conoscerlo e benedirlo. Eppure Ivan non vede alcuna straordinarietà in tutte queste attività che per lui sono la normalità. E guai a definirlo un ballerino perché ama ripetere: “Non lo sono e non voglio dimostrare di esserlo”. E su questo ha ragione perché lui non è un ballerino, è molto di più.