Un Paese in vendita. La Cina sale nel Cda di Snam. Scelta bocciata anche dalla Chiesa: il cardinale Bagnasco si è scagliato contro la cessione dei nostri gioielli industriali

di Giovanna Tomaselli
Economia

Investono, pagano e vogliono contare. I cinesi in Italia hanno dato una mano non indifferente acquistando pezzi pregiati del nostro patrimonio industriale nel momento in cui i mercati lasciavano caderne il valore su livelli inverosimilmente bassi. Bene per chi ha investito, che adesso però vuol contare. In questa logica ieri il Cda di Snam ha cooptato Yunpeng He quale nuovo componente non esecutivo e non indipendente del consiglio, in sostituzione del consigliere Roberta Melfa.

PECHINO CONTA
Il nuovo amministratore è stato designato dall’azionista di riferimento Cdp Reti sulla base degli accordi parasociali intervenuti a seguito dell’ingresso di State Grid Europe Limited nell’azionariato di Cdp Reti. Yunpeng He è vice direttore dell’ufficio europeo di State Grid Corporation of China e consigliere di Cdp Reti e Terna.

LA VOCE DELLA CHIESA
Sulle privatizzazioni è intervenuto ieri il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che le ha bocciate senza appello. Nella prolusione davanti al Consiglio Episcopale Permanente dei vescovi italiani ha definito “operazioni d’azzardo” che lasciano il Paese “in balia di chi guarda all’Italia come ad una preda succulenta e ambita da spolpare”. E una volta venduti i gioielli di casa, i pochi pezzi residui potranno “essere azzannati da chi non ha a cuore il bene del nostro Paese”. Bagnasco ha esortato quindi l’Europa a stare attenta perché “ciò che rischia oggi l’Italia, domani toccherà a lei”.