Una carta a tutti i diciottenni con 500 euro da spendere in attività culturali. Renzi risponde al terrorismo mette sul piatto due miliardi per sicurezza e cultura. L’Ires resta fino al 2017

Il terrorismo usa la morte e le bombe, l’Italia risponderà con la cultura e l’arte. Era sembrata giusto una risposta filosofica quella che Matteo Renzi aveva annunciato con grande enfasi per questo pomeriggio nella Sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini. Oltre alla filosofia però il premier ha messo un po’ di ciccia. E non poca, viste le ristrettezze del bilancio. Il risultato sono due miliardi di euro, che arriveranno dallo slittamento al 2017 dell’Ires, come ormai si sapeva (anche se l’impegno di Palazzo Chigi era stato ben diverso). E questi soldi saranno ripartiti in quattro rami per la difesa e altrettanti per la cultura. “Per ogni euro in più investito sulla sicurezza – ha detto Renzi – ci deve essere un euro in più investito sulla cultura. Per ogni intervento sulla cyber security deve crescere una startup. Ci deve essere più pulizia nelle nostre periferie. La risposta non può essere solo securitaria”.

Dove andranno allora questi soldi? Del miliardo per la sicurezza 150 milioni saranno alla cybersecurity, poi saranno estesi gli 80 euro al mese a tutti gli uomini delle forze dell’ordine in strada, altri 50 milioni andranno alla strumentazione delle forze dell’ordine, ma a patto che si completi entro l’anno una prima razionalizzazione dei corpi, con il passaggio entro l’anno della Forestale all’interno dell’Arma dei carabinieri. Mezzo miliardo infine sarà destinato alla sicurezza, per le esigenze strategiche.

Il miliardo per la cultura avrà invece questo impiego: 500 milioni andranno alle città metropolitane per la ristrutturazione delle periferie, secondo progetti che dovranno essere presentati entro l’anno e garantendo la spesa entro il 2016. Poi il colpo a maggiore effetto: tutti i 550mila neo maggiorenni avranno ogni anno la stessa card da 500 euro data agli insegnanti per le spese in cultura e attività di formazione. Il segno di un patto con i futuri custodi del patrimonio culturale di questo Paese, ha detto il premier. Altri 50 milioni infine andranno in borse di studio e 150 milioni saranno utilizzabili dalle donazioni del 2×1.000, che alla stessa maniera dei partiti politici consentirà ai contribuenti di indicare quale specifico ente culturale finanziare.

“Ogni centesimo speso in sicurezza non sarà un costo ma un investimento se ci ricordiamo cosa stiamo difendendo: la nostra identità” ha continuato Renzi. “Ciò che è accaduto a Parigi ha segnato un salto di qualità nella battaglia culturale che stiamo vivendo: sono stati scelti obiettivi comuni, i simbolo di una generazione che ha conosciuto

solo la pace e la libertà. Immaginano il terrore, noi rispondiamo con la cultura. Distruggono le statue, noi amiamo l’arte. Distruggono i libri, noi siamo il Paese delle biblioteche. Noi non cambieremo mai il matto modo di vivere, si arrenderanno prima loro”.