Una marea di giudici fuori dalle aule per incarichi extragiudiziari. Parla Rita Bernardini: “Uno scandalo. Ma la colpa è dell’omertà politica”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Il problema è politico. Perché “la magistratura ormai da anni tiene in pugno questa classe dirigente, che si ritrova poi ad assecondare ogni richiesta proveniente dall’ambito giudiziario”. Rita Bernardini, radicale di lungo corso, non ha dubbi sulle responsabilità relative alla marea di incarichi extragiudiziari di cui beneficiano i nostri giudici, senza che nessuno intervenga nonostante della questione si parli, senza soluzione, da tempo.

Gli ultimi dati parlano di 1.240 incarichi extragiudiziari nell’ultimo anno…
Un dato sconvolgente. E lo dice una rappresentate del Partito Radicale che nel 2000 propose un referendum in cui chiedevamo una riforma della giustizia e, tra le altre cose, anche la soppressione della possibilità per i giudici di avere questi incarichi. Non raggiungemmo il quorum, ma oltre il 70% dei votanti si espresse a favore.

Da allora nulla è cambiato?
Assolutamente no. Ma il problema è che, tra l’altro, tutto questo accade con milioni e milioni di cause pendenti. E invece costoro continuano per loro interesse a farsi distrarre dalla loro funzione collezionando notevoli retribuzioni.

Il caso più eclatante è di un giudice che nell’ultimo triennio ha collezionato 43 incarichi…
Povera stella… Ecco: sarebbe interessante capire quanti procedimenti pendenti hanno i singoli magistrati che collezionano tutti questi incarichi.

Eppure anche all’interno del Csm si è discusso a lungo del problema, senza mai giungere a una soluzione. Perché, secondo lei?
L’organo di autogoverno della magistratura non finirà mai di stupirci. Non a caso anche per il Csm noi abbiamo chiesto più volte una riforma. Il punto è che anche lì ci sono tante correnti che alla fine, nello spartirsi le cose, si sostengono l’un l’altra. Ripeto: non finiranno mai di stupirci.

Accanto agli incarichi extragiudiziari, l’altra gravosa questione è quella dei giudici fuori ruolo…
La cosa qui, se è possibile, è ancora più scandalosa. Viene inficiato il principio democratico della separazione dei poteri. Le leggi le scrivono loro molto spesso, col loro linguaggio. E la classe politica lascia fare.

In che senso?
Questi giudici fanno parte di quella burocrazia che tiene in pugno la classe politica.

Ci faccia capire: l’autonomia della magistratura in qualche modo diventa un problema?
Sia chiaro: lautonomia va benissimo. Il problema, però, è quando poi portano avanti una politica giudiziaria, specie quando poi si ritrovano a rivestire incarichi amministrativi o politici. Evidentemente si rischia che il loro non sia un intervento neutro. Senza dimenticare un altro aspetto.

Quale?
I giudici non vanno incontro a nessun tipo di responsabilità. Praticamente fanno tutto quelli che gli pare senza pagare mai.

Potremmo quasi dire che la vera “casta” sia quella togata più che quella politica?
Sì. E il problema vero è che la classe politica ha assecondato le richieste della magistratura. Noi ci avevamo provato al tempo del Governo Berlusconi: il gruppo dei Radicali, interno al Pd, propose una mozione che rivoluzionava il sistema giudiziario. La mozione passò col voto bipartisan del Parlamento. Inspiegabilmente Berlusconi non seppe mantenere l’impegno.

Da allora niente si è mosso?
Beh, non è un caso che di incarichi extragiudiziari si parla da anni, ma intanto restano sempre lì.

Vede una soluzione all’orizzonte?
Guardi, la stiamo aspettando dai tempi di Enzo Tortora.

Tw: @CarmineGazzanni

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