Una talpa fascista in Campidoglio. Una maestra che lavora per il Comune informava Casapound sulla nazionalità degli assegnatari delle case popolari. E così i neofascisti potevano muoversi d’anticipo per i loro blitz. Ma Di Stefano & C. smentiscono la ricostruzione

dalla Redazione
Cronaca

Ci sarebbe una “talpa”, una dipendente infedele del Campidoglio, che avendo accesso a informazioni privilegiate dagli uffici comunali, segnalava poi a Casapound nome e nazionalità degli assegnatari delle case popolari alla periferia di Roma, in modo che l’organizzazione potesse poi fare dei blitz mirati.

E lei stessa sarebbe un’inquilina abusiva dell’edificio occupato da Casapound nel quartiere Esquilino, nel centro della Capitale: ora nei suoi confronti potrebbe scattare una denuncia penale. È quanto scrivono diversi giornali che oggi si occupano della vicenda, un caso al centro di un’inchiesta della procura regionale della Corte dei conti e su cui stanno indagando i finanzieri dei Nucleo di polizia tributaria e gli uomini della Digos: gli investigatori potrebbero a breve depositare un’informativa alla Procura del tribunale di Roma relativa alla rivelazione di notizie da parte della dipendente del Comune. La vicenda, sempre secondo quanto riportato dagli organi di stampa, potrebbe coinvolgere oltre alla donna, che e’ una maestra d’asilo, anche altri dipendenti comunali dai quali lei avrebbe ottenuto informazioni da passare all’organizzazione di estrema destra. Parallelamente procedono gli accertamenti da parte della magistratura contabile. L’edificio all’Esquilino occupato da Casapound è di proprietà del Demanio e lo ha in carico al Ministero dell’Istruzione.

“Io esco per andare a scuola e basta. Faccio da anni il mio lavoro con amore e passione dedicandomi anima e cuore. Queste dichiarazioni mi sembrano veramente assurde”, ha risposto alle accuse la maestra interpellata dall’Ansa.