Uscire da Banca Mediolanum. Per l’Antitrust è un incubo

di Clemente Pistilli
Economia

di Clemente Pistilli

Banca Mediolanum deve pagare una sanzione da 300mila euro e cambiare il proprio sistema organizzativo per estinguere i conti correnti dei clienti, evitando che tale procedura si trasformi in un incubo per i risparmiatori. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’istituto di credito milanese, ritenendolo infondato, e avallato il provvedimento preso nell’ottobre scorso dall’Antitrust.
A seguito di alcune denunce e di informazioni raccolte su un forum, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato si è convinta che Mediolanum, per quanto riguarda appunto l’estinzione dei conti correnti, sia responsabile di una pratica commerciale scorretta, che ha portato avanti in tutta Italia dal 2007 al 2012. Quando un risparmiatore decide di chiudere il proprio conto, come specificato negli stessi contratti della spa del gruppo Mediolanum, deve trasmettere la relativa richiesta alla banca e la stessa viene valutata nell’arco di dieci giorni. L’istituto di credito, verificato il saldo, se non vi sono problemi per cui si rende necessario contattare il correntista e risolvere le varie difficoltà, dispone poi la chiusura. Una pratica che si deve concludere nell’arco di sessanta giorni. Per diversi risparmiatori, stando alle denunce presentate e agli accertamenti compiuti dall’Antitrust, con tanto di ispezione nella società di Milano, chiudere il proprio conto sarebbe invece stato un calvario. Per l’Authority la banca presieduta da Ennio Doris, di recente indicato come il diciannovesimo uomo più ricco d’Italia e inserito nella classifica di Forbes, avrebbe tenuto condotte “ostruzionistiche e dilatorie, consistite nel non dare pronto seguito alle formali richieste di estinzione rivolte dai consumatori, nell’omettere di comunicare tempestivamente condizioni ostative nell’esecuzione delle disposizioni e continuando ad addebitare spese” ai clienti, come canone e imposta di bollo. Impossibile così chiudere in fretta il conto corrente, passare magari a un altro istituto e valutare altre opportunità: risparmiatori bloccati in Mediolanum e costretti a pagare normalmente le spese. Per l’Autorità garante della concorrenza si è trattato di una condotta aggressiva, “in quanto idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta del consumatore medio e ad imporre ostacoli non contrattuali, onerosi o sproporzionati, ai consumatori che intendano esercitare diritti contrattuali, compreso il diritto di risolvere un contratto o quello di rivolgersi ad un altro professionista”. Le spiegazioni fornite da Banca Mediolanum non hanno convinto l’Antitrust, che ha ordinato alla società di cambiare rotta, pagare una sanzione da 300mila euro e comunicare entro sessanta giorni le iniziative prese per risolvere il problema. Un provvedimento ora avallato dal Tar. Anche per i giudici amministrativi del Lazio, infatti, le spiegazioni della banca, che ha parlato dello 0,8% di reclami sul totale di conti estinti e sostenuto che l’80% erano infondati, non sono valide. Per il Tar del Lazio “il comportamento descritto e sanzionato dalla Autorità nell’ambito del provvedimento oggetto di contestazione” integra “una pratica commerciale scorretta ed aggressiva”. “Ai sensi del Codice del Consumo – si legge nella sentenza – possono ritenersi pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori tutte quelle poste in essere prima, durante e dopo una operazione commerciale relativa ad un prodotto”. Mediolanum dovrà pagare.