Vaccini, obbligo solo se serve. La Grillo rottama la Lorenzin. La ministra pentastellata punta sulla flessibilità. L’esclusione da scuola resta l’extrema ratio

dalla Redazione
Cronaca

Addio legge Lorenzin. Il tema dei vaccini è ormai una priorità per il nuovo Governo, che adesso punta sull’obbligo flessibile. Dopo la circolare di inizio luglio (basta l’autocertificazione della famiglia per l’accesso a scuola), il ministro della Salute Giulia Grillo e il collega dell’Istruzione Marco Bussetti dovranno trovare la quadra con un disegno di legge, annunciato dalla stessa Grillo, che trovi l’accordo dei leghisti, contrari all’obbligo, ma senza cancellare i passi avanti fatti con fatica dopo l’approvazione della legge Lorenzin un anno fa. La parola chiave sarà gradualità, cioè non più 10 vaccini obbligatori, ma interventi graduati per intensità, tempi ed epidemiologia dei territori. Il tutto con ampio spazio al coinvolgimento delle famiglie, che dovrebbero vaccinare i figli perché convinte della scelta, non per imposizione. L’obbligatorietà si può graduare secondo la ministra, perché ci sono Regioni che hanno coperture vaccinali altissime e altre in cui sono molto più basse. E senza negare a nessuno l’eccesso a scuola.

Dem all’attacco – “L’obbligatorietà legata all’esclusione scolastica è un atto estremo: i Paesi o ce l’hanno da sempre o non la introducono all’improvviso”, ha detto Grillo, ospite della trasmissione Agorà Estate. Insomma, la ministra vuole ammorbidire la linea, ma c’è ancora un nodo fondamentale da sciogliere: l’anagrafe nazionale, prevista dalla legge entrata in vigore un anno fa ma ancora lontana dall’essere operativa. Uno strumento che dovrebbe registrare chi è vaccinato (o immune, o non vaccinabile) e chi deve invece ricevere una o più somministrazioni. Dati precisi, in tempo reale, possono essere ottenuti solo con un’anagrafe informatizzata che connette i dati di tutte le Regioni, ha spiegato infatti Grillo. Dello stesso parere Pierpaolo Sileri (M5S), presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che ha ribadito il concetto: “l’anagrafe digitale è fondamentale per riuscire a mantenere le coperture previste dall’Oms. Iniziando da una corretta informazione, che sui vaccini non è mai stata fatta”, ha commentato. Una strada lastricata di errori, secondo il Partito Democratico. è stato infatti durissimo il commento che il deputato Michele Anzaldi ha pubblicato su Facebook: “le dichiarazioni della ministra sono imbarazzanti: può un ministro invitare i cittadini a infrangere la legge?”. E ancora: chi non rispetta la legge non soltanto mette a rischio la salute dei più deboli, ma rischia di incorrere nelle sanzioni previste, ha scritto il dem. Grillo adesso dovra decidere quali e quanti vaccini resteranno obbligatori.