Vaccini, scontro Cinque Stelle-Pd. Di Maio: “No all’obbligo, siamo per le raccomandazioni”. I dem: “Pericolo per la salute pubblica”

dalla Redazione
Politica

Prima il leader della Lega, Matteo Salvini, adesso Luigi Di Maio. Il candidato premier del M5S ha annunciato l’intenzione di cambiare la legge Lorenzin sull’obbligo dei vaccini. Al Governo “faremo una norma per raccomandare i vaccini: siamo a favore della raccomandazione e per l’obbligo, ma come era inteso prima del decreto” che porta il nome della ministra della Salute, ha spiegato Di Maio a Un giorno da pecora, su Radio Rai 1.

La settimana scorsa invece era stato Salvini a dar fuoco alle polveri. “Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì obbligo no”, aveva twittato il capo del Carroccio scatenando la reazione di Forza Italia, che quel provvedimento l’ha votato e che si è detta quindi contraria alla sua abolizione. Non si è fatta attendere la reazione della Lorenzin, che via Twitter – com’era già accaduto la settimana scorsa per Salvini – ha replicato al vicepresidente della Camera: “Di Maio come Salvini: sui vaccini, come su tutto il resto, il populismo parla la stessa lingua. Gli italiani sapranno valutare la serietà dei programmi e delle persone”. A fargli eco, numerosi esponenti del Pd. “Il M5S è un vero pericolo per la salute pubblica”, ha attaccato la deputata dem Alessia Morani.

“Forse a Di Maio sfugge il fatto che l’estensione dell’obbligo votata dal Parlamento si è resa necessaria a causa di quel calo delle vaccinazioni favorito non solo dalle fake news circolanti in rete, ma anche da quelle tante dichiarazioni più che discutibili del Movimento 5 stelle su questo tema”, si è unito al coro Federico Gelli, altro deputato del partito di Matteo Renzi. “Certo Di Maio abroghiamo la legge Lorenzin che sembra funzionare”, ha scritto provocatoriamente su Facebook il virologo Roberto Burioni, paladino della battaglia contro i no-vax. “Non sia mai che qualcuno ci strappi il quinto posto nella classifica mondiale dei casi di morbillo”.

Anche dal Centrodestra le critiche non mancano. “Sui vaccini lasciamo che a raccomandare cosa fare siano medici e scienziati – ha detto Raffaele Fitto (Noi con l’Italia) –. Di Maio eviti gara di populismo e ricerca consenso elettorale su argomenti che riguardano salute pubblica”.

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