Viaggio nell’eredità dei Pink Floyd. La collezione ricostruisce la carriera del gruppo rock. In mostra a Roma 350 oggetti mai visti prima d’ora

di Nello Mucci
Cultura

Più che alla storia dei Pink Floyd, Roger Waters, bassista e paroliere dello storico gruppo rock inglese, guarda al futuro.  Tanto che nel corso della presentazione della mostra “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains”, che ha visto per la prima volta nella Capitale, ha rivolto la sua attenzione al caos mondiale. Mostrando scarso interesse per la mostra. “Sono profondamente preoccupato per ogni tipo di questione di diritti umani. So che forse questo non è il luogo giusto, c’è qualcosa di sbagliato con questo, con questa mostra, ci sono molte persone interessate, è bellissimo, io non sono molto interessato sono più interessato a voi. Non si può vivere in uno stato di guerra permanente”, ha continuato Waters, “abito negli Usa e la maggior parte delle tasse che pago viene investita in guerre. Ecuador, Siria, Palestina, se smettessimo di concentrare la nostra attenzione sulle foto dei telefonini potremmo dedicarci ad altro: per esempio a renderci conto che siamo in presenza di un proto fascismo”. Parole dure che risuonano forte più di ogni canzone. Mai banale Roger Waters che intanto va avanti con la sua carriera da solista e che quest’anno sarà in Italia con due concerti: prima a Lucca l’11 luglio e poi il 14 nella Capitale al Circo Massimo. A fargli compagnia nel giorno della presentazione della mostra anche un altro storico fondatore della band del calibro di Nick Mason. Inaugurazione prevista per venerdì 19 gennaio al Museo Macro di Via Nizza a Roma, dove rimarrà fino al primo luglio 2018.  “La nostra eredità è esattamente ciò che si trova ora in questo edificio, una collezione di lavori”, ha detto Mason, “Una delle cose curiose è che il nostro viaggio sembra più premeditato di quello che è stato, questa è la mia impressione”. Alla presentazione erano presenti anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e l’assessore alla Cultura del Campidoglio, Luca Bergamo, e Innocenzo Cipolletta, commissario per la gestione provvisoria di Palaexpo.

Appuntamento da non perdere – La mostra è un lungo viaggio audiovisivo che prende il via sin dagli esordi pop-psichedelici con Syd Barrett. Un percorso che procede fino all’ultimo live del 2005 con Comfortably Numb. Al Museo Macro gli  appassionati potranno calarsi in una serie di audioguide sonore. In esposizione ci saranno circa 350 gli oggetti che non sono mai stati mostrati prima d’ora, se non nell’esposizione londinese. Coincidenza, forse no, la location dell’esposizione che si trova non lontano dal Piper, storico luogo dove i Pink Floyd suonarono per la prima volta in Italia quando correva l’anno 1968.

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