Vienna emette bond rimborsabili tra un secolo. Il debito pubblico è una tragedia solo in Italia

di Sergio Patti
Economia

Il debito pubblico in Europa è un problema insormontabile solo se non si è nella scia di Berlino, di fatto il vero azionista di riferimento di una Ue dove i singoli Paesi non hanno tutti lo stesso peso politico. Così tra rigidità sui vincoli di bilancio e di conseguenza con le oscillazioni dello spread – uno dei più grandi giochi di illusione del mondo – i tedeschi possono mettere un Paese in ginocchio, fino a costringerne il governo legittimamente eletto a dimettersi. Guai che l’Italia conosce da decenni, come ha ricordato anche di recente l’ex Presidente del Consiglio e ora giudice della Corte costituzionale Giuliano Amato, ricordando la crisi monetaria che 25 anni fa buttò la lira fuori dal sistema monetario europeo (Sme), favorita dalla Germania che si rifiutò di aiutarci. Se invece si è sotto l’ala tedesca non c’è rischio che accada nulla del genere e allora la solidità di chi accede sui mercati per ottenere denaro è garantita a prescindere. L’ultima controprova è arrivata ieri dall’Austria, che ha fatto segnare un record annunciando la prima emissione sui mercati del debito dell’eurozona di un bond governativo a 100 anni.

I PRECEDENTI
Lo scorso anno sia l’Irlanda che il Belgio avevano venduto titoli di analoga durata – entrambi raccogliendo 100 milioni di euro – ma l’operazione era stata effettuata tramite il canale del private placement. La stessa Austria aveva invece già guardato all’ultra-lungo periodo con un bond a 70 anni che frutterà a chi lo ha acquistato un rendimento dell’1,53%. Le indicazioni iniziali di prezzo per il bond che verrà a scadenza nel settembre del 2117 è di 60 punti sopra lo yield del titolo al 2047 che paga l’1,50%. Sul fronte corporate, la prima a testare il terreno era stata nel 2014 la utility Electricité de France SA mentre l’anno seguente era toccato alla compagnia ferroviaria francese Sncf che ha raccolto 25 milioni di euro.

CHI SEGUE?
Essendo l’Austria il primo Stato europeo a rivolgersi al mercato pubblico dei capitali, la sua emissione potrebbe rappresentare un benchmark di riferimento per altri Stati che vogliano affrontare la medesima durata. Sempre però che ci sia come sottostante un legame forte con il padrone del vapore. Anche l’Italia, infatti, nella sua continua esigenza di spostare in avanti le scadenze del debito pubblico punta da tempo a emissioni lunghissime dette Matusalem, ma per noi che con Berlino stiamo su un filo trovare i compratori non è facile come per Vienna.