Vigili del fuoco in affanno, soprattutto a Roma. Sindacati sul piede di guerra. Sos alle istituzioni. Sono sempre di meno

di Mirella Molinaro
Cronaca

Emergenza nell’emergenza. Alberi killer, strade allagate, città allo stremo. Situazioni allarmanti da affrontare, però, con pochissimi uomini e mezzi. Dopo la nuova ondata di maltempo che ha flagellato tutto il Paese, ancora una volta i vigili del fuoco di Roma sono stati costretti a lanciare un sos proprio perché in questi giorni hanno lavorato in affanno essendo ormai ridotti al lumicino rispetto alla mole di interventi. Ma, in realtà, si tratta di un problema che denunciano da tempo e che si ripresenta in tutta la sua gravità proprio quando scoppiano situazioni così devastanti. In realtà, la carenza di personale è un problema che preoccupa abbastanza un pò tutte le regioni dove i pompieri si contano sulle punta delle dita.

PAROLE AL VENTO – I sindacati sono stanchi di pronunciare parole che poi si perdono nel vento, perché ogni loro richiesta viene “sistematicamente ignorata dalle istituzioni”. è un fiume in piena Angelo Mogavero, segretario provinciale di Roma del sindacato autonomo Conapo dei vigili del fuoco. Che, al termine di una settimana di fuoco nella Capitale, è molto preoccupato anche per tutto il lavoro che c’è ancora da fare e che richiede soprattutto l’utilizzo di mezzi oltre che di energie. Non si fa solo la conta dei danni, ma si programma che cosa è rimasto da fare. Infatti, sono ancora in coda oltre 300 interventi per riparare i danni del maltempo ma il problema del ritardo è proprio di natura pratica. Ovvero, i vigili hanno a disponibili soltanto tre autoscale in tutto il territorio provinciale di cui una ad Ostia e una a Civitavecchia e solo una per tutta l’area metropolitana di Roma e la periferia Est, nord-est e sud-est. Da non credere. Anche perché le autoscale sono indispensabili per questo tipo di interventi.

DISAGI ANTICHI – Maltempo nuovo, problemi vecchi. Infatti, i sindacati da anni denunciano la drammatica carenza di uomini e mezzi al Comando di Roma ma a ogni temporale si ritrovano a fronteggiare sempre le stesse difficoltà. E a farne le spese sono, come al solito, i cittadini romani costretti ad aspettare tempi biblici per poter uscire da casa dopo che una forte pioggia e un vento violento hanno sradicato gli alberi. I disagi sono pure per gli stessi vigili del fuoco che devono lavorare in situazioni di maggior rischio, tanto che solo negli ultimi giorni tre pompieri sono rimasti feriti. Sono stanchi, stremati da un maltempo che non dà tregua e quindi costretti a turni massacranti. Ecco perché i sindacati sono sul piede di guerra e chiedono aiuto alla politica. Una delle situazioni più urgenti da risolvere è quella della Capitale dove manca tutto: uomini, mezzi e ogni attrezzatura. Solo così la macchina organizzativa può funzionare sia in momenti di emergenza che in situazioni di normalità. Un appello che il sindacalista Mogavero lancia al ministro Matteo Salvini e al sottosegretario Stefano Candiani. Proprio per evitare che al prossimo temporale le macchine da utilizzare sia sempre meno e che non si possa intervenire in tempo perché gli uomini a disposizione sono davvero pochi. Se non pochissimi.