Vodafone accende il mercato. Primi telefoni 5G a Milano. La rete consentirà di fornire nuovi servizi. Solo nel 2019 saranno coperte altre cinque grandi città

di Sergio Patti
Economia

Sembravano essersi svenate per una tecnologia che avrebbe visto la luce chissà quando. E invece le compagnie telefoniche che si sono date battaglia a suon di miliardi per accaparrarsi le frequenze del 5G sono avanti nel predisporre le reti e ieri Vodafone ha iniziato a servire Milano, che così è diventata la prima città europea con un rete di nuova generazione di telefonia cellulare, capace di dialogare con gli oggetti, per agevolare sicurezza e mobilità e tutta una rete di servizi delle cosiddette smart city.

Questa prima rete 5G copre più dell’80% della popolazione milanese con 120 siti installati. “Da oggi Milano è a pieno titolo la capitale europea del 5G e sarà la base per creare vera innovazione sociale – ha detto l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Aldo Bisio, annunciando che da gennaio lo stesso operatore comincerà ad allargarsi ad altre grandi città italiane, anche se nel 2019 saranno completamente coperte solo le prime cinque: Milano, Roma, Torino, Bologna e Napoli. “Il 5G rappresenta una discontinuità tecnologica” e ci conduce in “una nuova età dell’oro per realizzare una vera innovazione sociale”, ha spiegato Bisio, aggiungendo che Vodafone ha “realizzato un sistema di sviluppo aperto”, coinvolgendo università e centri di ricerca, partner industriali e istituzionali, che ha portato alla realizzazione di 31 progetti su 41 annunciati, su cui il lavoro prosegue.

La presentazione dell’iniziativa, ieri a Milano, è stata l’occasione per spiegare il rapporto tra Vodafone e il fornitore cinese Huawei, al centro di una dura offensiva delle autorità statunitensi che hanno persino arrestato la figlia del fondatore accusando il colosso di aver violato l’embargo verso l’Iran. Su questo Bisio ha precisato che Huawei è un grande partner per lo sviluppo della rete 5G e non solo per Vodafone, ma la crescente preoccupazione trova il gruppo molto attento, anche perché tutti i fornitori di Vodafone sono sotto stretta osservazione. “Sottoponiamo ogni fornitore e quindi anche loro a processi di certificazione e verifica degli standard qualitativi e di sicurezza”, ha aggiunto Bisio, spiegando che la discussione con loro è “sempre attiva e lo è anche in queste settimane. In questo momento – ha sottolineato – noi non vediamo nel prossimo futuro un grande tema e perciò continueremo con Huawei”, a meno che “il Governo italiano decidesse diversamente”. Cautela anche sulla possibile creazione di una rete unica in fibra ottica, nata dalla fusione tra Tim e Open Fiber. “Un’opportunità – ha detto Bisio – a patto che non porti a un nuovo monopolio”.