Zingaretti ferma Montalbano. Le produzioni cinematografiche e le fiction corrono il rischio di non vedere la luce perché la Regione Lazio non ha sbloccato i finanziamenti

di Matilde Miceli
Spettacolo

di Matilde Miceli

Il caso anticipato da La Notizia di Ridley Scott, il regista inglese autore di Blade Runner e de Il Gladiatore arrivato nella Capitale nel marzo scorso per girare l’episodio pilota dal titolo The Portrait, di una serie tv sul Vaticano, che lascerà il set romano continua a far interrogare gli addetti ai lavori sul futuro dell’industria cinematografica nella città eterna. La megaproduzione internazionale, infatti, era arrivata a Roma attratta dal Lazio Film Fund, il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo che metteva a disposizione dei produttori 15milioni di euro all’anno per tre anni, senza fare distinzioni tra piccole e grandi produzioni. “La serie sul Vaticano non entrerà in produzione prima del gennaio 2014 – dice Marco Valerio Pugini, di Panorama Films, produttore esecutivo – Al momento sappiamo che il Fondo per il cinema e l’audiovisivo del Lazio non è stato ancora cancellato. Abbiamo il tempo per capire cosa succederà”.
Certo le produzioni internazionali non sono le uniche a interrogarsi sul destino del controverso Lazio Film Fund voluto dall’ex Governatrice del Lazio, Renata Polverini, e su cui la Giunta Zingaretti si sta prendendo una pausa di riflessione.
I primi 15milioni di euro a sostegno di 114 produzioni tra film, documentari e fiction finanziati nel 2011, dovrebbero essere liquidati interamente dalla Regione Lazio entro il mese di giugno. Ma rischia di saltare la seconda trance dei finanziamenti al cinema e all’audiovisivo, altri 15milioni di euro messi a bando dall’ex amministrazione regionale di centrodestra nell’agosto dello scorso anno (tra cui anche Il commissario Montalbano).
Sono 170 le produzioni che hanno girato nel Lazio nel 2012 e hanno presentato domanda per accedere allo speciale fondo. L’amministrazione regionale avrebbe dovuto nominare la commissione di valutazione delle domande già a gennaio 2013. Ma la crisi politica e istituzionale che ha tenuto sospesa la macchina regionale per mesi, ha allungato i tempi.
Oggi la commissione non è stata ancora nominata e c’è il rischio che lo stanziamento della seconda trance del Lazio Film Fund salti completamente.
Il problema è sia tecnico che politico. La commissione infatti, una volta nominata, ha bisogno di almeno un mese di tempo per passare in rassegna le 170 domande arrivate agli uffici dell’assessorato alla Cultura della Regione Lazio. Ci sono poi i tempi tecnici necessari alle produzioni per presentare la rendicontazione dettagliata delle spese ammesse al finanziamento. Infine l’operazione più delicata e lunga, il controllo da parte degli uffici regionali di ciascuna delle pratiche. Se l’iter tecnico non sarà concluso entro ottobre, i 15milioni di euro non potranno essere iscritti al bilancio e l’impegno di spesa rischia di saltare. Ci sono poi le perplessità tutte politiche dell’assessorato alla Cultura della Giunta Zingaretti sull’opportunità di destinare alle produzioni cinematografiche e audiovisive in modo incondizionato fondi che nei fatti favoriscono piuttosto le grandi produzioni che i piccoli o piccolissimi produttori. E in tempo di crisi ogni impegno economico va valutato molto attentamente.